Mal di testa
Osteopatia Genova
Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta i Pazienti affetti da mal di testa.
Il mal di testa è una patologia di competenza neurologica ma in molti casi i Pazienti affetti da mal di testa presentano disfunzioni osteopatiche a livello cervico-craniale che amplificano i sintomi cefalici in maniera importante.
In questi casi l'Osteopatia rappresenta un aiuto importante poiché permette di eliminare le tensioni muscolo-fasciali responsabili dello scatenamento o dell’aggravamento dei sintomi dell’estremità cefalica.
- Trattamento osteopatico
- Osteopatia e dolori specifici della testa
- Casi reali
- Definizione
- Classificazione
- Cenni anatomici
- Cause
- Segni e sintomi
- Diagnosi
- Terapia
Definizione di mal di testa
Si definisce mal di testa o cefalea il dolore localizzato a livello del capo.
Il mal di testa è un problema estremamente diffuso nella popolazione tanto che quasi chiunque, nell'arco della propria vita, è stato vittima di almeno un attacco.
In realtà, quando si parla di mal di testa, ci si riferisce a una moltitudine di espressioni sintomatiche, spesso molto diverse fra loro che presentano in comune unicamente la zona di manifestazione: l'estremità cefalica.
Alle forme tradizionali di cefalea, già di per sé molto numerose, si aggiungono infatti le altre algie craniche, come dolori trigeminali, algie facciali, ecc.
Ciascuna di queste espressioni presenta una propria causa, una propria sintomatologia e impone uno specifico protocollo terapeutico.
Classificazione del mal di testa
Esistono diverse modalità di classificazione del mal di testa ma il sistema ormai adottato a livello internazionale è quello conosciuto come Classificazione Internazionale delle Cefalee (ICHD), redatto dalla International Headache Society e approvato dall'OMS.
Vengono distinte in tutto 14 casistiche con ulteriori specifiche.
Si tratta pertanto di una classificazione molto complessa, per cui in tabella ne riportiamo un riassunto sommario per semplicità di trattazione.
| Codice ICHD-3BETA | Denominazione |
|---|---|
| 1 | Emicrania |
| 2 | Cefalea di tipo tensivo |
| 3 | Cefalea a grappolo e altre cefalee autonomico-trigeminali |
| 4 | Altre cefalee primarie (tosse, attività fisica, attività sessuale, ecc.) |
| 5 | Cefalea attribuita a traumatismo cranico e/o cervicale |
| 6 | Cefalea attribuita a disturbi vascolari cranici o cervicali |
| 7 | Cefalea attribuita a patologie intracraniche non vascolari |
| 8 | Cefalea attribuita all'uso di una sostanza o alla sua sospensione |
| 9 | Cefalea attribuita ad infezione |
| 10 | Cefalea attribuita a disturbo dell'omeostasi |
| 11 | Cefalea o dolori facciali attribuiti a disturbi di cranio, collo, occhi, orecchie, naso, seni paranasali, denti, bocca o altre strutture facciali o craniche |
| 12 | Cefalea attribuita a disturbo psichiatrico |
| 13 | Neuropatie dolorose craniche e altri dolori facciali |
| 14 | Altri disturbi cefalalgici |
Le prime tre tipologie sono considerate cefalee primarie, cioè non sono riconducibili ad una causa apparente ma hanno un'origine spontanea:
Le altre tipologie (compresa la quarta definita primaria) sono considerate cefalee secondarie poiché dipendono da altre patologie, cioè sono la conseguenza di altre cause accertate.
Cenni anatomici
L'estremità cefalica presenta uno scheletro osseo denominato cranio costituito da una serie di ossa articolate fra loro da suture, particolari giunti quasi immobili.
Al suo interno il cranio presenta due grosse membrane fibrose denominate falce cerebrale, disposta in direzione antero-posteriore, e tentorio del cervelletto, disposto orizzontalmente.
e i seni venosi del cranio
Testut-Latarjet, Anatomia Umana
UTET, Vol.II - Pag.938
Per quanto riguarda la circolazione intracranica, internamente al cranio sono presenti:
- Vasi arteriosi: arterie carotidi e arterie vertebrali si uniscono a formare il poligono di Willis, una struttura arteriosa circolare che distribuisce il sangue all'interno del cranio.
- Vasi venosi: i seni venosi intracranici drenano tutti nelle vene giugulari interne che fuoriescono dal forame giugulare, fra le ossa occipitale e temporale.
Il cranio è coperto superiormente da una fascia epicranica e, inferiormente è connesso alla colonna cervicale, in particolare alla prima vertebra cervicale denominata atlante.
La base del cranio, inferiormente, presenta inserzioni per numerosi muscoli fra cui soprattutto i muscoli del collo e i muscoli masticatori.
La testa ospita la maggior parte degli organi di senso, quindi occhi, orecchie (udito ed equilibrio), naso e lingua.
La testa presenta una mobilità ampia e molto raffinata, funzionale a orientare gli organi di senso, soprattutto occhio e orecchio, in modo tale da reperire la maggior quantità di informazione possibile.
Cause
Per quanto riguarda la cefalea primaria la causa è idiopatica, cioè non riconducibile a patologie note conclamate.
In questi casi molto spesso sono presenti cause osteopatiche spesso responsabili dello scatenamento dei sintomi o della loro accentuazione.
Le principali tipologie di adattamento osteopatico collegate alla cefalea primaria sono:
- Cranio-sacrali
- Muscolo-tensive
- Vertebrali
- Viscerali
In caso di cefalea secondaria, la causa del mal di testa è nota per definizione.
Le principali cause di cefalea secondaria sono:
- Traumi cranici
- Patologie vascolari
- Patologie intracraniche
- Farmaci o sostanze
- Patologie di collo, occhi, orecchie, naso, seni paranasali, denti, bocca o altre strutture facciali
- Neuropatie
- Disturbi psichiatrici
Segni e sintomi
Uno dei sintomi più comuni è il dolore riferito alla testa: la manifestazione dolorosa tende tuttavia a variare in base alla tipologia di cefalea.
Per quanto riguarda le cefalee primarie:
- Intensità: molto alta nella cefalea a grappolo, con dolori trafittivi.
- Localizzazione: unilaterale nell'emicrania, bilaterale nella cefalea tensiva.
- Durata: attacchi di ore/giorni cadenzati settimanalmente o mensilmente, dipende dai casi.
Le cefalee secondarie presentano sintomatologie simili a quelle primarie ma, a causa della grande quantità di tipologie differenti, non è possibile ricondurre a degli schemi rigidi le varie espressioni sintomatiche.
Sintomi associati
Il mal di testa talvolta si presenta come sintomo isolato ma molto spesso è accompagnato da una serie di sintomi associati:
- Cervicale
- Vertigini
- Nevralgia del trigemino
- Dolore facciale
- Malocclusione dentale
- Bruxismo
- Nausea
- Squilibrio funzionale del nervo vago
- Squilibrio posturale
- Altro
Tali espressioni sintomatiche generalmente hanno tutte una base osteopatica e molto spesso partono dai medesimi schemi adattativi responsabili dello stesso mal di testa.
Per questo motivo è sempre necessario valutare il Paziente in maniera globale e non limitarsi a trattare il solo dolore cefalico.
Casistiche particolari
Una particolare attenzione è rivolta al mal di testa nel bambino che negli ultimi anni ha avuto un incremento importante da un punto di vista epidemiologico.
Ancora, in una sezione a parte, viene trattato il mal di testa in gravidanza, di interesse osteopatico in maniera specifica.
Diagnosi
La diagnosi di cefalea viene formulata dal Neurologo il quale innanzitutto sottopone il Paziente ad una visita specialistica.
L'iter diagnostico è essenzialmente finalizzato a classificare la tipologia di mal di testa poiché, come già esposto, ciascuna tipologia di cefalea prevede protocolli di trattamento differenti.
Innanzitutto è necessario capire se la cefalea è di tipo primario o secondario.
In presenza di una patologia primaria o di fattori scatenanti si ha una cefalea secondaria mentre in assenza di fattori primari scatenanti allora la cefalea è primaria.
La diagnosi di cefalea primaria, in realtà, non rappresenta solo una diagnosi di esclusione poiché viene formulata anche sulla base di segni e sintomi specifici (per esempio la presenza di aura in caso di emicrania).
A seconda della situazione rilevata, il Paziente sarà instradato verso ulteriori accertamenti che ovviamente variano a seconda delle casistiche.
Per quanto riguarda l'esame dell'estremità cefalica, il Medico può avvalersi di indagini strumentali specifiche fra cui:
- RX
- TAC
- RMN
- Eco Color Doppler dei tronchi sovraortici
- Polisonnografia
- Prelievo di liquor
Terapia
La terapia per il mal di testa è orientata alla cefalea primaria, cioè alla forma di cefalea idiopatica: in questi casi, non essendo nota la causa, la terapia è sia sintomatica che preventiva.
La terapia varia in base alla gravità della situazione.
I mal di testa lievi o sporadici vengono facilmente controllati con semplici farmaci da banco, per lo più FANS (farmaci anti infiammatori non steroidei).
Inoltre vengono sempre consigliate strategie comportamentali per quanto riguarda il miglioramento dello stile di vita, soprattutto allo scopo di ridimensionare l'effetto dei fattori scatenanti.
Per i mal di testa più importanti il Paziente viene sottoposto ad accertamenti specialistici in modo da determinare la tipologia di mal di testa con esattezza.
In linea di massima comunque, in tutti e tre i casi si tratta di rimedi farmacologici che si distinguono in base alla tipologia di cefalea.
Per quanto riguarda invece le cefalee secondarie, è necessario individuare la causa scatenante.
Per esempio se un mal di testa dipende da un problema dentale, allora bisogna intervenire a livello odontoiatrico.
Allo stesso modo se un mal di testa dipende da un periodo di stress, allora bisogna intervenire sulla fonte dello stress.
Se un mal di testa dipende da abitudini comportamentali errate, bisognerà correggere quelle determinate abitudini.
E così avanti.
In questi casi non è possibile stabilire una linea guida generale, proprio a causa della grande varietà di casistiche.
Trattamento osteopatico del mal di testa
Il mal di testa, a qualunque tipologia appartenga, è spesso accompagnato dalla presenza di disfunzioni osteopatiche a livello cervico-craniale che ne accentuano o ne scatenano i sintomi, facilitandone l’insorgenza.
L’Osteopatia non agisce direttamente sulle cause primarie del mal di testa ma agisce piuttosto sulle condizioni al contorno, vale a dire sulle tensioni muscolo-fasciali che possono amplificare alcuni sintomi.
In particolare il trattamento osteopatico è utile per:
- Eliminare le tensioni muscolo-fasciali del cranio
- Facilitare il drenaggio venoso e linfatico del cranio
La tecnica osteopatica contribuisce quindi a ridurre il dolore cefalico in maniera significativa.
Al fine di rendere più efficaci le correzioni è necessario eliminare non solo le tensioni endocraniche ma anche le tensioni extracraniche, in particolare le tensioni derivanti dal tratto cervicale e dalle spalle.
Allo scopo di trattare efficacemente la cefalea, pertanto, è necessario agire a trecentosessanta gradi effettuando un riequilibrio generale dell'intera struttura spinale e appendicolare.
Adattamenti osteopatici di tipo cranio-sacrale
Il sistema cranio-sacrale rappresenta un settore di grande interesse osteopatico in caso di mal di testa.
Le tensioni craniali, infatti, sono responsabili sia di dolore muscolo-tensivo sia di alterazione del circolo linfatico e vascolare pericranico.
Il cranio può presentare tensioni su tutti i settori, come per esempio l’orbita, la zona temporale, la zona nucale, la zona parietale o l’ATM, per citare i principali.
Le tensioni della fascia epicranica, inoltre, sono responsabili di dolori puntiformi o comunque settoriali talvolta difficilmente classificabili ma spesso molto acuti.
L'Osteopatia è in grado di intervenire su questo tipo di disfunzioni andando a riequilibrare la dinamica del cranio con opportune tecniche non invasive, non dolorose e molto efficaci.
L'Osteopata, con manovre lievi, favorirà il rilascio delle tensioni del cranio provocando un rilassamento generale delle strutture e una loro riarmonizzazione funzionale: questo porterà un enorme sollievo al Paziente andando a diminuire drasticamente il mal di testa.
Adattamenti osteopatici del tratto cervicale posteriore
Molto spesso il mal di testa dipende da tensioni muscolo fasciali che originano a livello della porzione posteriore del collo.
Contratture o tensioni muscolo fasciali a questo livello si trasferiscono con facilità verso l'alto fino alla base del cranio, alla zona occipitale e alla zona temporale, provocando forti dolori che si propagano poi anche alla parte anteriore del cranio fino all'orbita e alla faccia.
I gruppi muscolari coinvolti sono molti.
Innanzitutto le contratture di grossi muscoli come il trapezio possono portare componenti tensive importanti, in partenza addirittura da tratti molto bassi del dorso, dal momento che il trapezio parte da metà schiena.
Esistono poi muscoli intrinseci del collo, come i muscoli delle docce vertebrali, che portano tensioni importanti verso l'alto in maniera più o meno diretta.
Un gruppo di muscoli fra i più coinvolti nella dinamica del mal di testa è costituito dai cosiddetti muscoli sotto-occipitali.
Questi piccoli muscoli, otto in tutto, uniscono le prime due vertebre cervicali alla zona occipitale e temporale.
I muscoli sotto-occipitali sovrintendono i movimenti fini della testa e la orientano precisamente nello spazio.
La loro contrattura provoca forti mal di testa dietro la nuca.
Inoltre la contrattura di questi muscoli può provocare compressioni sul nervo grande occipitale (o nervo di Arnold) provocando formicolio o insensibilità sulla parte posteriore della testa.
Le tecniche osteopatiche permettono di rilasciare le tensioni di questo gruppo di muscoli e di ripristinare la normale funzione articolare del tratto cervicale alto.
Adattamenti osteopatici del tratto cervicale anteriore
Il tratto cervicale presenta muscoli anteriori che servono a raddrizzare il collo e a inclinare la testa verso il basso.
Questi muscoli costituiscono nel loro complesso il gruppo dei muscoli prevertebrali e si trovano proprio attaccati alle vertebre cervicali, sulla loro parte anteriore.
Dall'esterno non sono accessibili in maniera diretta poiché sono situati dietro la gola.
La loro contrattura, oltre a provocare la rettilineizzazione del tratto cervicale, è responsabile di tensioni che si riflettono in profondità sulla base del cranio e possono dare origine a mal di testa.
Molti mal di testa originano dalla contrattura dei muscoli prevertebrali.
Il mal di testa indotto da contratture prevertebrali si esprime in maniera particolarmente fastidiosa poiché restituisce sintomi localizzati in profondità e per questo di non facile localizzazione.
L'Osteopatia dispone di tecniche in grado di decontratturare questi muscoli e di dare finalmente sollievo ai Pazienti.
Le tecniche osteopatiche orientate a questi muscoli non sono invasive e non prevedono manovre interne: si lavora dall'esterno attraverso la stimolazione di specifici punti e in maniera totalmente indolore.
Adattamenti osteopatici del cingolo scapolare
Spesso gli adattamenti dinamici del cingolo scapolare, cioè di scapola e clavicola, si riflettono verso l'alto, sull'estremità cefalica.
Le connessioni anatomiche fra i due settori infatti sono numerose e in buona parte sono costituite da muscoli voluminosi con inserzioni estese.
Le contratture del muscolo sternocleidomastoideo e della porzione superiore del muscolo trapezio, per esempio, danno componenti tensive importanti capaci di compromettere la dinamica della parte posteriore del cranio.
I muscoli scaleni, pur non arrivando direttamente alla base del cranio, riescono a creare tensioni importanti sul tratto cervicale e la loro contrattura può provocare mal di testa.
Ricordiamo ancora il muscolo omoioideo che ha spesso un ruolo importante nella dinamica del mal di testa.
Questo particolare muscolo dal ventre allungato parte dalla scapola e, attraverso l'intermediazione dell'osso ioide e della fascia cervicale media, può dare tensioni che giungono fino alla base del cranio.
Inoltre gli adattamenti osteopatici del cingolo scapolare si riflettono a livello craniale anche attraverso il sistema delle fasce, soprattutto la fascia cervicale media e superficiale.
Adattamenti osteopatici della lingua e della zona sopraioidea
La lingua e la zona sopraioidea, vale a dire la zona sotto la mandibola, sono spesso sede di adattamenti che si riflettono verso la zona temporale e quindi alla base del cranio.
Le contratture del pavimento della bocca infatti, attraverso l'intermediazione dei muscoli digastrico e stiloioideo, si dirigono verso la zona mastoidea dell'osso temporale dando restrizioni importanti a livello della sutura occipito mastoidea.
In parole più semplici molti mal di testa dipendono da problemi funzionali della lingua e del pavimento buccale.
Questo genere di restrizioni non è facilmente individuabile e richiede un attento esame funzionale della sezione sopraioidea.
L'Osteopatia dispone di tecniche per individuare e riequilibrare le tensioni sotto-mandibolati, andando così a restituire libertà a queste zone e sollievo al Paziente.
Queste restrizioni sono piuttosto subdole nel senso che si localizzano in zone del tutto anonime e che molto raramente presentano sintomi: difficilmente un Paziente riferisce di avere dolore sotto la mandibola.
Tuttavia, se non vengono rimosse, continuano a provocare sintomi riconducibili a cefalea, mal di testa o, talvolta, problemi di malocclusione dentale.
Adattamenti osteopatici dell'articolazione temporo mandibolare (ATM)
Molte cefalee derivano da disfunzioni dinamiche dell'articolazione temporo mandibolare (ATM), l'articolazione che permette l'apertura e la chiusura della bocca.
Questa articolazione è azionata da una serie di muscoli masticatori che partono proprio dalla base del cranio e, quando si contraggono in maniera anomala, possono dare componenti tensive capaci di provocare mal di testa.
Spesso la contratturra di questi muscoli dà anche (e soprattutto) problemi di malocclusione dentale.
Ma in molti casi, indipendentemente da problemi di malocclusione, a partire da questa zona si sviluppano mal di testa di tipo primario, in particolare cefalee tensive.
I muscoli coinvolti nello scatenamento del mal di testa sono praticamente tutti: massetere, temporale, pterigoideo esterno e pterigoideo interno.
In particolare le contratture del muscolo temporale mimano o amplificano in modo diretto la classica sensazione di "cerchio alla testa" o "morsa" tipica della cefalea tensiva bilaterale.
Le sezioni del cranio interessate sono numerose andando dalla zona temporale e zigomatica fino ad arrivare in profondità alla zona sfenoidale e palatina.
Le contratture dei muscoli masticatori quindi sono in grado di provocare tensioni estese a tutta la testa, in particolare sui quadranti anteriori e sul massiccio facciale.
Adattamenti osteopatici della fossa pterigopalatina
Nella genesi del mal di testa bisogna considerare l'importanza degli elementi presenti nella fossa pterigopalatina.
La fossa pterigopalatina è un infossamento del cranio che si trova in profondità internamente alla mandibola, come si può osservare in figura.
Fonte hesed.info
Nella fossa pterigopalatina alloggia il ganglio pterigopalatino o ganglio sfenopalatino e da lì transita il nervo mascellare, il secondo ramo del nervo trigemino.
Queste importanti strutture nervose si dirigono verso la faccia veicolando sia informazioni sensitive che neurovegetative.
Secondo l'American Academy of Pain Medicine (AAPM), sulla base di quanto emerso dal 31° Meeting Annuale del marzo 2015 (Abstract 220), le irritazioni del ganglio sfenopalatino e del nervo mascellare sembrano avere un ruolo decisivo nello sviluppo dell’emicrania cronica.
L'Osteopatia propone, per questo genere di problema, un aiuto non invasivo e talvolta utile.
L'accesso alla fossa pterigopalatina avviene indirettamente attraverso la cavità buccale con una leggera pressione intrabuccale, all'interno del ramo della mandibola, in maniera del tutto indolore.
L'alleggerimento delle strutture interne avviene per mezzo di tecniche fasciali e cranio-sacrali completamente soft e, al tempo stesso, altamente penetrative.
Oltre a questo viene riequilibrata la base del cranio nel suo insieme in modo da far sì che la correzione rimanga stabile il più a lungo possibile.
Adattamenti osteopatici di tipo viscerale
In alcuni casi il mal di testa dipende da adattamenti osteopatici che coinvolgono i visceri.
Talvolta una restrizione di mobilità a livello di un viscere può dare origini a catene adattative ascendenti in grado di compromettere la corretta dinamica della base e della volta del cranio.
Ricordiamo che un adattamento osteopatico di tipo viscerale non determina lo stato di salute un viscere: il viscere non presenta patolgie ma solo disguidi dinamici dinamici.
Un adattamento dinamico dello stomaco, per esempio, non crea problemi allo stomaco in sé: lo stomaco è assolutamente sano, non presenta patologie.
Semplicemente la sua mobilità risulta alterata, cioè i suoi legamenti sono in tensione e, a loro volta, creano tensioni sulle strutture su cui si inseriscono.
Il viscere diventa per così dire un nodo di tensione da cui partono catene adattative che si riflettono sulla periferia.
In particolare, nel caso del mal di testa, i visceri maggiormente coinvolti sono i visceri sotto diaframmatici, soprattutto stomaco e fegato, in quanto, creando tensioni sul diaframma (il muscolo della respirazione), indirettamente creano tensioni sulla base del cranio.
Ricordiamo infatti che le fasce mediastiniche che partono dal diaframma si inseriscono in gran parte a livello del tubercolo faringeo dell'osso occipitale provocando un blocco del cranio in flessione (secondo la terminologia osteopatica).
Questo comporta un adattamento importante di tutto il cranio la cui plasticità risulta compromessa nel suo insieme.
Molti mal di testa originano proprio da meccanismi del genere.
Per esempio a volte, dopo un pasto importante, si scatena un mal di testa. Perché?
I visceri, già sotto tensione, vengono ulteriormente sovraccaricati dalla massa di cibo ingerito e, avendo possibilità dinamiche limitate, nel corso del processo di digestione sviluppano ulteriori tensioni che si riflettono sulla base del cranio secondo gli schemi esposti in precedenza.
Naturalmente questa non è l'unica causa delle cefalee post prandiali ma questi meccanismi si verificano con una certa frequenza.
L'Osteopatia interviene con successo su questo genere di adattamento in quanto possiede tecniche in grado di rilevare ed eliminare le tensioni viscerali.
L'Osteopata interviene sui visceri con manovre soft, poco invasive, addirittura rilassanti, in grado di ssciogliere le tensioni fasciali e spezzare quegli schemi disfunzionali responsabili del mal di testa.
Osteopatia e dolori specifici dell'estremità cefalica
Talvolta i Pazienti riferiscono sintomi localizzati a livello dell'estremità cefalica che però non sono classificati come mal di testa in senso classico.
Spesso, per esempio, i Pazienti riferiscono di percepire:
- Specifici punti dolorosi sulla testa, come fossero chiodi
- Dolori a scossa elettrica che attraversano il capo
- Dolori in particolari settori della testa, in maniera isolata
- Parestesie, zone iposensibili, formicolio in particolari zone
- Dolore al cuoio capelluto solo in alcuni tratti
- E via dicendo...
In questi casi, in via prioritaria, è necessario escludere patologie mediche.
Ma, ad esclusione di patologie, in realtà spesso si osserva come dolori o sintomi riferiti all'estremità cefalica siano riconducibili a tensioni di tipo osteopatico per cui, in queste casistiche, l’Osteopatia rappresenta un valido aiuto.
Questi casi particolari infatti, pur variegati nell'espressione sintomatica, non di rado sono semplicemente l'espressione di una compressione vascolo nervosa, di uno stiramento fasciale, di una messa in tensione di un vaso sanguigno o di una porzione di tessuto sottocutaneo, di una restrizione specifica di una sutura cranica o eventualità simili.
Casi reali
A titolo esemplificativo riporto due casi interessanti.
Il primo caso è del tutto particolare in quanto riguarda una Paziente giovanissima.
Dal momento che negli ultimi anni c'è stata un'impennata dei casi di mal di testa in età pediatrica, questo caso risulta particolarmente interessante e attuale.
Nel caso della Paziente in questione l'esordio aveva avuto un'origine precisa in quanto il mal di testa aveva cominciato a manifestarsi in seguito a una caduta sull'osso sacro avvenuta in piscina.
Al momento della consultazione la Paziente aveva 16 anni e lamentava emicrania 2 - 3 volte alla settimana a partire dall'età di 6 anni in seguito ad incidente.
All'esame osteopatico presentava uno squilibrio cranio sacrale a livello di due suture ma soprattutto una contrattura importante del pavimento pelvico che andava a limitare notevolmente la dinamica sacrale e quindi cranio sacrale.
Riequilibrato il quadro adattativo, la Paziente ha avuto miglioramenti fin dalla prima settimana ma è stato necessario rivederla più volte nel corso di diversi mesi.
In meno di un anno l'emicrania ha avuto un regresso notevole fino a una remissione completa e duratura degli attacchi.
Definire migliorato il livello della qualità di vita di questa giovanissima Paziente è oltremodo riduttivo.
Bisogna infatti considerare come, a quest'età, una sintomatologia così persistente comporti una grave limitazione del normale svolgimento di tutte le attività necessarie allo sviluppo della persona.
Parliamo quindi di apprendimento, di attività motoria, di rendimento scolastico, di rapporti sociali e quant'altro.
In questo caso l'intervento osteopatico è stato effettivamente decisivo.
Il secondo caso riguarda un Paziente di 66 anni affetto da emicrania associata a disturbi oculari che lo costringevano, nei momenti di maggiore acuzie, al ritiro in una stanza buia.
Il problema era presente da anni in maniera cronica e si manifestava in maniera acuta con cadenza mensile o comunque plurisettimanale.
All'esame osteopatico il Paziente presentava restrizioni craniali e toraciche, con un coinvolgimento dei diaframma che creava una tensione a livello del mediastino e quindi della base del cranio.
Riequilibrata la situazione funzionale, la sintomatologia è andata scomparendo e ha smesso di riproporsi nel giro di due mesi circa.
Questi semplici casi illustrano la reale potenza di un intervento osteopatico.