Vertigini

Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta le vertigini.

Vertigini, labirintite, capogiri e in generale tutti i problemi di instabilità costituiscono un motivo di consultazione frequente in uno studio osteopatico.

La vertigine infatti la maggior parte delle volte non ha una base organica o traumatica ma insorge spontaneamente e gradatamente fino a diventare un disagio anche molto invalidante.

L'Osteopatia è utilissima in questi casi poiché la funzione dell'equilibrio può facilmente essere vittima di lesioni osteopatiche.

Le vertigini, o più in generale un senso di instabilità, possono presentarsi come sintomo associato alla cervicale.

L'arteria vertebrale
L'arteria vertebrale
Balboni & Co., Anatomia Umana, Edi-Ermes
Vol 1, pag.449

Il meccanismo maggiormente responsabile dello scatenamento delle vertigini è la compressione delle arterie vertebrali.

Le arterie vertebrali transitano fra le vertebre cervicali e portano sangue al cervello.

In figura l'arteria vertebrale è la piccola arteria che transita in mezzo alle vertebre passando attraverso piccoli anelli ossei.

Quando, per motivi disfunzionali o degenerativi, il passaggio è ostacolato, le arterie vertebrali, soprattutto durante lo svolgimento di alcuni movimenti del collo, possono venire compresse con conseguente riduzione dell'afflusso di sangue al cervello.

Questo mancato afflusso può durare pochi istanti sufficienti tuttavia a creare una destabilizzazione.

Queste situazioni sono particolarmente rischiose poiché la persona può perdere l'equilibrio con tutte le conseguenze.

Se il problema di vertigini o instabilità è particolarmente importante puoi consultare la pagine sulle vertigini.

Osteopatia e vertigini

La funzione dell'equilibrio dipende dal buon funzionamento di un certo numero di strutture sensoriali che possono essere perturbate da disfunzioni osteopatiche

Diamo sotto una sommaria descrizione delle delle strutture che più frequentemente vengono interessate da disfunzioni osteopatiche e di come queste situazioni possano influenzare l'equilibrio.

Organo dell'equilibrio

L'organo dell'equilibrio, che ha sede nell'orecchio interno, può essere colpito in maniera diretta da una disfunzione osteopatica.

Orecchio interno, Osteopatia Genova
L'orecchio interno
Testut-Latarjet, Anatomia Umana
UTET, Vol.IV, pag.960

Come si può osservare dalla figura l'orecchio interno (in blu), immerso nella perilinfa (in nero), contrae stretti rapporti con il liquor (in giallo), il liquido che circonda e dà supporto al Sistema Nervoso Centrale.

La comunicazione avviene tramite il dotto endolinfatico (n° 11 in figura) che termina con il sacco endolinfatico (indicato dalla freccia rossa) a stretto contatto con la meninge esterna e il liquor.

In questo modo una disfunzione osteopatica che coinvolge la base del cranio e il sistema cranio sacrale si riflette in maniera molto diretta sulla funzione vestibolare e sull'equilibrio.

Le forze in gioco non sono naturalmente elevate ma tuttavia sufficienti a destabilizzare quei sottili equilibri alla base del funzionamento dell'organo dell'equilibrio.

Colonna cervicale

Le disfunzioni osteopatiche del tratto cervicale possono influenzare l'equilibrio attraverso uno squilibrio di tipo vascolare e emodinamico.

Attraverso alcune strettoie delle vertebre cervicali infatti transitano le arterie vertebrali, dirette al cervello.

Nel momento in cui le vertebre cervicali non si muovono nella maniera adeguata, a causa per esempio di un blocco meccanico, le arterie vertebrali subiscono degli stress in torsione e in compressione che impediscono il normale flusso sanguigno.

Soprattutto i movimenti del capo in estensione, quando si cerca di guardare in alto, influenzano in maniera importante questa particolare dinamica e, in presenza di una disfunzione osteopatica, possono diventare rischiosi.

Il flusso di sangue infatti viene interrotto per un tempo minimo, a volte una frazione di secondo, ma questo tempo può risultare sufficiente a destabilizzare l'organo dell'equilibrio.

Bisogna considerare che per cadere basta un attimo e una caduta da un piano rialzato (una scala per esempio) può risultare molto pericolosa.

Pertanto le disfunzioni del tratto cervicale devono essere corrette con la massima sollecitudine al fine di evitare questo genere di inconvenienti.

L'Osteopatia interviene su queste disfunzioni in maniera dolce, con manovre morbide e indolori: in questi casi è assolutamente necessario evitare qualsiasi forma di manipolazione violenta.

Sistema propriocettivo

Il sistema propriocettivo è quella parte di Sistema nervoso che regola l'afflusso al cervello delle informazioni tattili e cinestesiche provenienti dalla periferia.

Tali informazioni giungono da tutte le parti dell'organismo e informano il cervello della posizione dei segmenti corporei nello spazio.

Sulla base di queste informazioni il cervello regola il tono dei muscoli antigravitari e quindi l'equilibrio.

Molte informazioni propriocettive giungono dal piede per cui l'indagine osteopatica si concentra in maniera importante sull'appoggio plantare e sulla dinamica dell'arto inferiore.

Spesso tensioni fasciali a livello della pianta del piede come tensioni muscolari del polpaccio o dei muscoli peronieri sono alla base di squilibri vestibolari proprio a causa di un disagio di tipo propriocettivo.

L'Osteopata riequilibra la funzione dinamica dell'arto inferiore e del piede con tecniche locali morbide, non invasive e che offrono vantaggi anche dal punto di vista dei dolori all'incavo del piede, in qualche caso associati.

Apparsto visivo

L'apparato visivo ha una funzione cruciale sulla regolazione dell'equilibrio.

Come noto a occhi chiusi è più difficile mantenere l'equilirio proprio perché le informazioni visive vengono integrate dal cervello insieme a quelle propriocettive e dell'equilibrio.

Per difetto visivo tuttavia non si intende solo un problema relativo all'occhio in senso stretto, in generale di competenza oftalmologica.

Talvolta disfunzioni osteopatiche della base del cranio creano tensioni anomale sui muscoli oculomotori o vanno a dislocarne addirittura le inserzioni di frazioni di millimetro.

In questo modo, anche Pazienti senza difetti di vista conclamati, potrebbero avere problemi di convergenza e mobilità oculare di entità minima ma sufficienti a creare un disturbo nel flusso di informazione visiva di ritorno al cervello.

L'equilibrio risente di questo tipo di disfunzioni in maniera diretta e risulterà compromesso.

L'Osteopata in questi casi interviene correggendo le disfunzioni dinamiche della base del cranio con tecniche soft ed estremamente efficaci.

Casi reali

Riporto il caso di una Paziente di 68 anni affetta da capogiri frequenti che, in fase acuta, la costringevano all'immobilità a letto.

Il disagio era presenta da anni e controllato farmacologicamente ma negli ultimi mesi si era acutizzato sia come intensità che come frequenza.

Vertigini, Osteopatia Genova

All'esame osteopatico presentava una restrizione di mobilità a livello sfeno-frontale sul lato destro e una restrizione della falce cerebrale in senso sagittale.

Inoltre presentava un'anteriorità sacrale unilaterale destra e una restrizione legamentosa a livello della vescica.

Corrette le disfunzioni la sintomatologia è nettamente regredita.

Nel mese successivo al primo trattamento la Paziente ha avuto ancora un paio di crisi acute, comunque una netta diminuzione rispetto al suo standard.

Nel corso dei due mesi successivi le vertigini sono progressivamente diminuite fino non comparire più.

In seguito al trattamento osteopatico non ha più presentato problemi.

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