Long COVID
Osteopatia Genova

Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta i sintomi del long COVID.

Tali sintomatologie presentano spesso una componente osteopatica per cui il trattamento osteopatico riduce l'intensità dei sintomi del long COVID, talvolta in maniera significativa.

Definizione di long COVID

Si definisce innanzitutto il COVID-19 come la malattia causata dall'infezione del virus SARS-CoV-2.

Il COVID-19 originariamente si era manifestato con febbre e tosse, insieme a perdita di olfatto e gusto ma, da Omicron in poi, i sintomi sono diventati molto simili a quelli di un raffreddore.

Tuttavia, a guarigione avvenuta, in alcuni casi si manifesta un quadro clinico caratterizzato da sintomi completamente differenti rispetto a quelli della malattia conclamata: tale manifestazione prende il nome di long COVID.

Si definisce quindi long COVID una sindrome clinica caratterizzata da una serie di sintomi collegati all'infezione da SARS-CoV-2, il cui quadro clinico è però differente da quello del COVID-19.

Data la vasta gamma di sintomi possibili, il long COVID, può variare sensibilmente da un paziente all'altro e può persistere anche per settimane o mesi trasformandosi, a seconda dei casi, in una malattia invalidante.

Segni e sintomi

I sintomi del long COVID in generale includono:

Come è possibile notare, la gamma di sintomi riferiti è molto varia, per cui i pazienti affetti da long COVID presentano quadri clinici molto diversi fra loro.

L'unico elemento in comune fra questi pazienti è il fatto di avere avuto una diagnosi di COVID-19.

Terapia del long COVID

La terapia per il long COVID è di competenza del Medico di Medicina Generale e degli Specialisti.

In considerazione della vasta gamma di sintomi possibili non esiste una terapia univoca per il long COVID: in linea di massima la terapia dipende dai sintomi espressi.

Pertanto i pazienti che, per esempio, riferiscono problemi di natura gastroenterica saranno seguito dal Gastroenterologo o da Specialisti di Medicina Interna, i pazienti che lamentano disturbi respiratori saranno seguiti da Pneumologi o Specialisti del settore, chi manifesta problemi cardiologici sarà seguito dal Cardiologo, e così via.

Approccio osteopatico al long COVID

L'Osteopatia aiuta a ridurre molti sintomi legati al long COVID.

Come abbiamo visto, il long COVID si manifesta con una vasta gamma di sintomi, molti dei quali talvolta presentano anche una base osteopatica.

In questi casi l'intervento osteopatico è fondamentale poiché, eliminando la componente funzionale, è possibile alleggerire l'intensità dei sintomi, a volta in maniera anche consistente.

Vediamo alcuni esempi.

Dolori muscolari e articolari

In un gran numero di casi il long COVID provoca un aumento significativo dei dolori muscolari e articolari.

Questo genere di sintomo in qualche caso viene generato dal long COVID ma, nella maggior parte dei casi, viene semplicemente intensificato dal long COVID.

In generale, i dolori muscolo scheletrici hanno sempre una base osteopatica. Può accadere che l'infezione da COVID-19 possa aumentarli o farli emergere ma, di base, le sintomatologie dolorose dell'apparato locomotore hanno quasi sempre un'origine funzionale.

In questo contesto, pertanto, possiamo trovare:

In linea di massima tutti i distretti corporei possono essere interessati da patologie dolorose e, nella maggior parte dei casi, esse hanno una base osteopatica.

Pertanto, in caso di dolori muscolari e articolari una revisione osteopatica è altamente consigliata.

Astenia, senso di affaticamento e stanchezza

L'astenia, pur essendo una delle espressioni sintomatiche tipiche del long COVID, molto spesso ha anche componenti funzionali.

Anche al di fuori del long COVID, molto spesso sintomi di affaticamento cronico, stanchezza e debolezza possono essere riconducibili a distonie neurovegetative su base osteopatica.

È possibile infatti che adattamenti della base del cranio e problemi a livello del siatema cranio-sacrale possano creare compressioni in grado di alterare la pressione liquorale intracranica.

Questa alterazione pressoria si riflette su tutte le parti dell'encefalo ma in particolar modo a livello del pavimento del IV ventricolo, da cui originano i nervi cranici, e a livello della sella turcica dell'osso sfenoide, dove risiede l'ipofisi.

Un malfunzionamento di queste strutture crea facilmente distonie neurovegetative e squilibri dell'asse ipotalamo-ipofisario con alterazione dei tassi ormonali che hanno come risultato un senso di malessere generale, astenia e senso di affaticamento.

A questo bisogna aggiungere anche i disguidi meccanici, sempre presenti in caso di alterazioni osteopatiche, che generano rigidità muscolare e difficoltà motorie che provocano sempre un senso di affaticamento.

In generale, comunque, al di là di sintomi specifici, i Pazienti molto spesso, dopo un ciclo di trattamenti osteopatici, riferiscono di sentirsi più energici e più vitali. E questo anche quando inizialmente non lamentavano astenia o sintomi affini.

Dolore al petto e senso di oppressione

In caso di long COVID, il dolore al petto può essere presente spesso associato a difficoltà respiratorie, come dispnea, fame d'aria, senso di oppressione o altro ancora.

Anche in questo caso può essere presente un adattamento osteopatico, generalmente localizzato a livello della gabbia toracica, della colonna vertebrale dorsale o del diaframma.

È possibile infatti che un disguido respiratorio protratto a lungo, come nel caso di infezione da COVID-19, crei uno stress sulle strutture respiratorie con sviluppo di contratture muscolari locali e irrigidimento delle articolazioni e delle fasce muscolari.

La gabbia toracica perde in questo modo elasticità trasformandosi in una sorta di corazza rigida che impedisce quasi di respirare e che, soprattutto, dà un senso di oppressione al petto e di pesantezza sul torace.

In questi casi l'intervento osteopatico è molto utile poiché permette di sciogliere le contratture e le tensioni localizzate quasi sempre a livello dei muscoli intercostali, dei muscoli scaleni e soprattutto del diaframma, oltre che a livello delle fasce endotoraciche.

Il trattamento osteopatico restituisce sempre un senso di leggerezza e di libertà a livello del torace e garantisce un miglioramento della funzione respiratoria.

Mal di testa

Il mal di testa è trattato con successo dall'Osteopatia.

In un'alta percentuale di casi il mal di testa dipende da tensioni della base del cranio, restrizioni delle suture craniche, tensioni delle fasce craniche e contratture dei muscoli occipitali e masticatori.

Questo insieme di adattamenti può essere trattato efficacemente con le tecniche osteopatiche con grossi vantaggi in termini di benessere generale.

Il long COVID spesso si manifesta con cefalee tensive, emicranie e mal di testa in generale: queste situazioni, tuttavia, non presentano grosse differenze rispetto ai mal di testa ordinari.

Anche in questi casi, infatti, sono sempre presenti quadri adattativi di tipo osteopatico.

Bisogna considerare che nel biennio 2020/2021 il COVID-19, oltre agli aspetti infettivi, ha anche lasciato ripercussioni psicologiche di portata enorme, in considerazione dell'ondata di panico senza precedenti che la pandemia ha creato.

Questa enorme quantità di stress si è largamente scaricata sui tessuti organici delle persone, generando tensioni muscolari e articolari.

Queste tensioni, non solo emotive ma anche fisiche, hanno contribuito a innescare contratture, restrizioni e compressioni non solo a livello delle strutture cervicali ma anche di quelle intracraniche.

Il risultato è lo sviluppo di sintomatologie dell'estremità cefalica.

Tali tensioni possono essere corrette efficacemente con l'Osteopatia.

Sintomatologie addominali

Una classe di sintomi del long COVID riguarda l'addome e l'apparato digerente.

In molti casi si assiste alla comparsa di diarrea cronica, difficoltà di transito, gonfiore addominale, stipsi, coliche e altro ancora.

Questa ampia classe di sintomi è per lo più riconducibile all'infezione da SARS-CoV-2 ma, anche in questi casi, molto spesso sono presenti componenti osteopatiche.

Per i già citati motivi, a livello della base del cranio possono svilupparsi importanti tensioni.

A partire da qui però origina il nervo vago, presente in coppia (destro e sinistro), che sovrintende alla funzionalità della maggior parte dei visceri addominali.

Una compressione a livello del forame giugulare, cioè il punto di emergenza dei nervi, può creare un problema di conduzione a tutto il tronco nervoso. Il risultato è un malfunzionamento delle strutture viscerali, con tutte le conseguenze.

Oltre a questo, i visceri possono essere disturbati anche da compressioni e adattamenti funzionali del tratto dorsale, dove sono presenti le catene nervose ortosimpatiche, plessi nervosi diretti ai visceri.

Questi meccanismi si osservano con una certa frequenza anche al di fuori del COVID: quando sono abbinati al long COVID ne amplificano le sintomatologie in maniera a volte importante.

Pertanto, in caso di sintomatologie addominali, una revisione osteopatica è sempre consigliabile.

Reflusso gastroesofageo

Anche il reflusso gastroesofageo può essere trattato con l'Osteopatia, dal momento che molto spesso questo disturbo ha anche una base funzionale.

In realtà, come nel caso delle altre sintomatologie neurovegetative, il reflusso gastroesofageo è sempre il risultato di diverse concause, non solo osteopatiche, ma la componente osteopatica è sempre presente.

In particolare molto spesso si osservano tensioni a livello del diaframma che comprimono lo stomaco e i visceri sottostanti generando, al tempo stesso, una forte tensione sull'esofago.

Spesso queste tensioni originano a livello craniale, poiché l'esofago è letteralmente "appeso" alla base del cranio. In questo modo una tensione cranio-sacrale si riflette sull'esofago in maniera molto diretta.

Questi aspetti non sono quasi mai l'unica causa del reflusso poiché molto spesso a tutto questo si aggiungono infiammazioni alle mucose interne di stomaco ed esofago, problemi digestivi e, nel caso del long COVID, cause di tipo virale.

Tuttavia le cause funzionali hanno un ruolo notevole nella genesi del reflusso gastroesofageo, per cui una revisione osteopatica è fortemente consigliata.

Disturbi del sonno

Le tensioni osteopatiche dei sistemi profondi, cioè del sistema cranio-sacrale, hanno molto spesso, come risultato finale, un peggioramento della qualità del sonno.

Moltissimi Pazienti, trattati per le più disparate patologie, al termine del ciclo di trattamenti osteopatici riferiscono frequentemente di avere avuto, come effetto secondario, un miglioramento della qualità del sonno.

Questo aspetto non passa per niente inosservato poiché il miglioramento del sonno, sia in termini quantitativi che qualitativi, si traduce sempre anche in un miglioramento delle attività ordinarie, nel quotidiano.

Il long COVID talvolta può effettivamente lasciare, come ripercussione, un senso di agitazione e di stress che impedisce al Paziente di riposare in maniera ottimale.

Certamente in buona parte tutto questo ha connotazioni psicologiche, che esulano dalle competenze osteopatiche, ma, oltre a questo, spesso vi sono anche componenti tensive che, in maniera nascosta, provocano un senso di irrequietezza che impedisce di riposare adeguatamente.

Peraltro questo tipo di risposta si nota anche e soprattutto nei bambini, maggiormente esposti a questo genere di disagio. Molto spesso non solo il sonno ma anche stati di agitazione o di mancanza di concentrazione possono avere, alla base, un disturbo di carattere funzionale.

Ansia

In concomitanza di stati ansiosi spesso sono presenti componenti funzionali che aggravano, talvolta in maniera significativa, soprattutto le componenti somatiche dell'ansia.

L'ansia, di per sé, rappresenta un problema di competenza psicologica ma molto spesso presenta espressioni sintomatiche di tipo viscerale o muscolo scheletrico che possono essere trattate con l'Osteopatia.

Quindi l'Osteopatia tratta le sintomatologie associate all'ansia, non l'ansia in sé.

Fra tali espressioni troviamo astenia, sindromi respiratorie, dolore al petto, mal di testa, formicolio, difficoltà di deglutizione, incontinenza urinaria e altro ancora.

Casi reali

Come abbiano visto, i sintomi del long COVID sono numerosi, diversi fra loro e possono presentarsi separatamente.

Questo fa sì che non esista un Paziente standard in caso di long COVID: tutti questi Pazienti di fatto presentano un corredo sintomatico del tutto individuale a cui, peraltro, si aggiungono anche sintomatologie o problematiche estranee al long COVID.

Riferisco comunque il caso di un avvocato di 43 anni affetto da astenia cronica, vertigini e dolori cervicali in seguito a una guarigione da COVID-19.

I sintomi sono insorti diversi mesi dopo la guarigione, al punto che la diagnosi di long COVID inizialmente non era stata formulata con esattezza.

Il Paziente, nel corso di questo lasso di tempo, ha effettuato diverse visite mediche da cui, tutto sommato, non è emerso un quadro clinico grave. Le varie sintomatologie, infatti, erano apparentemente ordinarie e, per ciascuna di esse, il Paziente aveva ricevuto un protocollo terapeutico adeguato.

Per il senso di spossatezza erano state prescritte cure ricostituenti, per le vertigini un trattamento farmacologico e, per quanto riguarda il dolore cervicale, cicli di fisioterapia e rimedi convenzionali.

Da un punto di vista del Paziente, tuttavia, la situazione stava assumendo caratteri preoccupanti poiché soprattutto l'astenia e il senso di affaticamento in alcuni giorni erano così intensi da trasformarsi in una causa di impedimento al lavoro.

Inoltre anche le vertigini a volte impedivano al Paziente di svolgere le normali attività quotidiane.

Il Paziente si è rivolto all'Osteopatia non in prima istanza ma dopo aver tentato, senza grossi riscontri, tutte le terapie possibili.

All'esame osteopatico presentava enormi restrizioni sui sistemi profondi, quindi una compressione notevole della base del cranio e una rigidità dell'osso sacro molto marcate.

Oltre a questo presentava adattamenti muscolo fasciali importanti a livello cervicale che limitavano la mobilità della testa e del collo e comprimevano il plesso brachiale, soprattutto a destra, con ripercussioni dolorose sull'arto superiore destro.

In seguito a un ciclo osteopatico di quattro sedute in circa un mese e mezzo, il Paziente ha avuto un miglioramento su tutti i settori.

Il dolore cervicale e le vertigini sono scomparsi, mentre il senso di astenia è diminuito ma non scomparso del tutto.

Il Paziente è stato rivisto a distanza di alcuni mesi dopo al ciclo di trattamento è ha riferito di continuare a presentare astenia e senso di affaticamento, anche se in misura minore rispetto a prima del trattamento.

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