Sindrome del tunnel carpale

Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta la sindrome del tunnel carpale.

La sindrome del tunnel carpale viene diagnosticata con una certa incidenza e costituisce motivo di consultazione relativamente frequente.

La sindrome del tunnel carpale ha sempre una base osteopatica quindi nell'Osteopatia trova una soluzione stabile: la percentuale di successo è statisticamente piuttosto elevata.

Segni e sintomi

Nella maggior parte dei casi la sindrome del tunnel carpale è causata da un'infiammazione dei tendini o tenosinovite dei muscoli flessori delle dita della mano che si sviluppa a livello del polso (carpo) e va a perturbare il nervo mediano che scorre parallelo a stretto contatto con il fascio dei tendini.

Nervo mediano e tunnel carpale, OSteopatia Genova
Il nervo mediano
Testut-Latarget, Anatomia Umana
UTET, Vol.IV, pag.84

Questo provoca una varietà di sintomi che vanno da un un senso di intorpidimento, formicolio o dolore al palmo della mano fino ad arrivare a una perdita di forza soprattutto nelle prime tre dita.

Di solito questo tipo di disturbo viene trattato per via farmacologica ma nei casi più gravi si può arrivare ad un vero e proprio intervento chirurgico allo scopo di allargare il tunnel carpale e alleggerire la compressione del nervo mediano.

Per quanto si può osservare però la sindrome del tunnel carpale, nonostante si sviluppi a livello del polso, parte sempre da problemi funzionali localizzati a monte, cioè a livello del braccio, della spalla o anche più in alto.

A riprova di ciò basti considerare il fatto che molto spesso, una volta curato un polso, il problema non tarda a presentarsi anche sull'altro. Inoltre la sintomatologia frequantemente sconfina dal palmo della mano per estendersi anche all'avambraccio o più su.

Quindi questo tipo di problema non può essere affrontato solo localmente ma è necessario intervenire in maniera globale allo scopo di riequilibrare la funzione dinamica di tutto l'arto superiore come minimo.

L'Osteopatia propone pertanto una soluzione diversa, più completa.

Osteopatia e sindrome del tunnel carpale

L'indagine osteopatica inizia a livello del carpo, cioè del polso, per valutare se esistano problemi a qusto livello ed eventualmente correggerli.

Tuttavia la fisiologia del carpo molto spesso è in ordine e quindi bisogna cercare altrove.

Le parti più primariamente esaminate sono:

Insomma, partendo dal carpo, è necessario risalire a monte per capire da dove sia partito il problema, che in effetti quasi mai origina nel polso.

Lavorando secondo questa logica l'Osteopatia riesce ad ottenere una percentuale di successo elevata per un problema del genere e il Paziente molto spesso non è più costretto a subire altri tipi di cure.

Inoltre bisogna considerare che l'Osteopatia non è una terapia sintomatica.

Ciò significa che l'Osteopata non si limita a curare la mano in questione ma esegue una vera e propria ristrutturazione dinamica di tutto il sistema mettendo il Paziente al riparo da possibili recidive e soprattutto evitando che in un secondo momento il problema possa estendersi anche all'altra mano.

Per questo per la sindrome del tunnel carpale l'Osteopatia viene considerata tra gli interventi di prima scelta.

Casi reali

Riporto il caso di una commerciante di 46 anni affetta da dolore alla mano destra e deficit di forza alla presa (le cadevano gli oggetti); lamentava associato anche dolore al gomito destro.

Le era stata diagnosticata una sindrome del tunnel carpale ed era stata inviata al trattamento chirurgico. Tuttavia prima di subire l'intervento ha optato per un trattamento osteopatico.

All'esame osteopatico presentava l'osso palatino destro in rotazione interna con associata una compressione craniale di notevole entità. Inoltre era presente un adattamento della quarta costa destra in inspirazione e della quarta vertebra dorsale in rotazione verso sinistra.

Quindi i sintomi erano espressi a livello dell'avambraccio e della mano destra ma le disfunzioni osteopatiche principali erano localizzate a livello del palato destro e a livello dorsale, quindi sulle strutture assiali.

Da qui erano veicolate al braccio e alla mano dalle fasce e dai sistemi connettivi, una vera e propria catena di trasmissione.

Ridotte le disfunzioni primarie il dolore ha subito una regressione notevole nel giro di pochissimo tempo.

La forza ha avuto invece una ripresa più lenta, qualche settimana, prima di tornare ai livelli standard.

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