Sindrome femoro rotulea

L'Osteopatia tratta con successo la sindrome femoro rotulea.

La sindrome femoro rotulea dipende da problemi meccanici del ginocchio e dell'arto inferiore, per cui l'Osteopatia rappresenta una soluzione d'eccellenza per questo genere di problema.

L'Osteopatia è efficace contro il dolore e favorisce il ripristino della corretta dinamica del ginocchio e dell'arto inferiore.

Cosa è la sindrome femoro rotulea

La sindrome femoro rotulea è il risultato di un cattivo scorrimento della rotula sulla parte anteriore del ginocchio.

La rotula è un osso discoidale situato davanti al ginocchio e, durante i movimenti di flesso estensione, scorre in un apposito solco, detto fossa intercondiloidea, situato sulla parte antero inferiore del femore.

Quando, per motivi di ordine meccanico, questo scorrimento non avviene in maniera fisiologica, allora la rotula sfrega sulle pareti della fossa intercondiloidea.

Lo sfregamento, nella maggior parte dei casi, avviene sul versante esterno del ginocchio per cui la rotula andrà a comprimere il versante laterale della fossa intercondiloidea dove svilupperà una compressione eccessiva detta ipercompressione femoro rotulea.

Con il passare del tempo i continui attriti svilupparanno artrosi sia sul versante esterno della cartilagine rotulea che sulla superficie laterale del condilo esterno del femore.

Segni e sintomi della sindrome femoro rotulea

Quando il ginocchio si trova o sotto sforzo, per esempio nell'atto di scendere le scale, o in massima flessione, per esempio quando si sta seduti sui talloni o accucciati sulle gambe, il Paziente avverte un dolore intenso sulla parte anteriore del ginocchio.

In alcuni casi, a causa del dolore eccessivo, si può anche sviluppare un blocco funzionale del ginocchio.

Con il passare del tempo, se si sviluppano fenomeni artrosici importanti, il ginocchio può andare incontro limitazioni funzionali tali da costringere il Paziente a una riduzione della propria autonomia.

Rimedi classici per la sindrome femoro rotulea

I rimedi classici si basano sull'assunto che la sindrome femoro rotulea dipenda o da anomalie anatomiche o da deficit muscolari del muscolo quadricipite femorale.

Entrambe le ipotesi possono tuttavia giustificare una minima frazione di sindromi femoro rotulee.

Le anomalie anatomiche primarie sono obiettivamente rare.

Più spesso un'anomalia anatomica può svilupparsi in via secondaria proprio a causa dei continui attriti e può quindi essere considerata più una conseguenza che una causa.

L'ipotesi del deficit muscolare è invece più plausibile.

In questi casi prevalentemente si focalizza l'attenzione su un deficit muscolare del muscolo vasto mediale, quella porzione di quadricipite responsabile del trazionamento mediale della rotula.

Classicamente quindi si cerca di rinforzare il muscolo vasto mediale con esercizi correttivi, di stabilizzare la rotula con tutori e, in casi estremi, di rimodellare le superfici articolari con interventi chirurgici.

Trattamento osteopatico della sindrome femoro rotulea

L'approccio osteopatico si basa su una visione del problema leggermente più ampia.

Il fatto che la rotula venga dislocata lateralmente di fatto significa che la trazione del muscolo quadricipite femorale contiene una componente laterale.

Questo tuttavia non è giustificabile solo dal fatto che il vasto mediale presenti un deficit di forza ma, per la verità, spesso dipende da altri fattori.

In un certo numero di casi, per esempio, si osserva la presenza di una rotazione esterna della tibia.

Più precisamente parliamo di una disfunzione osteopatica della tibia in rotazione esterna.

Quando la tibia è adattata in rotazione esterna rispetto al femore, l'inserzione del tendine rotuleo viene dislocata lateralmente rispetto alla posizione originaria.

Come conseguenza la forza esercitata dall'alto dal muscolo quadricipite femorale acquisisce una componente laterale in grado di deviare la rotula esternamente.

Questo meccanismo disfunzionale alla base di una sindrome femoro rotulea è già stato riscontrato.

Tuttavia più spesso si riscontrano disfunzioni dinamiche a livello del bacino.

Per quello che si può osservare, il meccanismo più frequente alla base della sindrome femoro rotulea è uno squilibrio osteopatico del bacino, più precisamente una disfunzione osteopatica dell'ala ilica omolaterale in anteriorità.

Cosa significa in parole povere?

È necessario sapere che l'osso iliaco, o osso dell'anca, presenta una possibilità dinamica sia di rotazione anteriore che di rotazione posteriore.

Quando l'osso dell'anca ruota in avanti il femore, reciprocamente, ruota in dentro.

In questo modo l'inserzione del muscolo retto anteriore del quadricipite viene a troversi lateralmente rispetto alla sua localizzazione originaria.

In questa situazione, nel momento in cui il muscolo quadricipite femorale entrerà in tensione, tenderà a dislocare la rotula verso l'esterno.

Quando si instaurano adattamenti osteopatici di questo tipo, i muscoli e i tessuti molli non possono che adattarsi di conseguenza.

Per questo motivo, in caso di sindrome femoro rotulea, spesso si riscontra, per esempio, un'atrofia o un deficit di forza del muscolo vasto mediale.

Il vasto mediale infatti, in queste condizioni, non può lavorare e, come conseguenza, si atrofizza.

Quindi il deficit funzionale del vasto mediale è spesso esso stesso già una conseguenza di una disfunzione dinamica a monte.

E questo vale naturalmente non solo per il vasto mediale ma anche per gli altri compartimenti muscolari dell'arto inferiore.

Per questo motivo, se non si effettua un riequilibrio dell'intero arto inferiore e del bacino, il semplice rinforzo settoriale di un muscolo isolato non sarà sufficiente né a rinforzare quel muscolo né, tanto meno, a risolvere una sindrome femoro rotulea.

Il lavoro osteopatico pertanto è orientato al riequilibrio globale dell'arto inferiore.

Solo in questo modo si riesce realmente a riportare la rotula in asse in maniera stabile e a garantire un ritorno del ginocchio alla normale funzione.

Per avere un'idea di un trattamento osteopatico in caso di sindrome femoro rotulea puoi andare al protocollo del trattamento osteopatico del ginocchio.

Naturalmente, da caso a caso, bisogna poi valutare i dettagli ma, se non si affronta il problema da un punto di vista globale, risulta molto difficile giungere a soluzioni significative.

Condividi questo articolo sui social