Ernia del disco

La presenza di un'ernia del disco, di una protrusione o di un bulging, sia a livello lombare che cervicale, è un'eventualità statisticamente molto frequente.

L'Osteopatia è utilissima in caso di ernia del disco e si presenta come metodo di intervento elettivo in quanto dispone di test specifici per individuare le cause primarie e di tecniche precise per eliminare le compressioni vertebrali.

Molto spesso dopo un intervento osteopatico non è neanche più necessario subire altre terapie per l'ernia discale in quanto, eliminate le tensioni tra le vertebre, il disco nel corso del tempo recupera spontaneamente la propria fisiologia.

Cosa è l'ernia del disco

Per capire che cosa sia l'ernia del disco bisogna prima sapere come è fatta una vertebra e soprattutto bisogna sapere come è fatto un disco intervertebrale.

Le vertebre sono ossa più o meno cilindriche appilate l'una sull'altra; fra una vertebra e l'altra sono interposti dischi fibrocartilaginei: i dischi intervertebrali.

I dischi intervertebrali servono ad ammortizzare le sollecitazioni meccaniche in arrivo dall'alto, come se fossero gli ammortizzatori di un'automobile e hanno quindi una funzione meccanica molto importante.

L'ernia del disco
L'ernia del disco

Dopo aver svolto il proprio lavoro di ammortizzatore, il disco deve riposare in scarico per recuperare la propria consistenza.

Generalmente il recupero avviene durante la notte quando la persona è sdraiata: l'esperienza dimostra che al mattino si è più alti che alla sera.

Tuttavia, in alcuni casi, intervengono fattori che impediscono il normale processo di recupero da parte del disco.

In questi casi i dischi intervertebrali possono degenerarsi, cioè schiacciarsi, assottigliarsi.

Schiacciandosi tendono ad allargarsi e la porzione che deborda rispetto alla vertebra prende il nome di ernia del disco.

L'ernia del disco può presentare diversi livelli di gravità: nei casi meno gravi si ha una semplice protrusione o bulging, nei casi più importanti la porzione interna del disco (nucleo polposo) fuoriesce dando origine a un'ernia espulsa.

In casi estremi il disco si degenera in maniera così importante fino al punto di scomparire e le due vertebre arrivano a toccarsi e addirittura a fondersi insieme.

Cause dell'ernia del disco

Il disco intervertebrale riesce a sopportare bene compressioni notevoli ma a patto che durino poco tempo.

Per esempio in caso di trauma diretto (per esempio una caduta sulla schiena) spesso si frattura la vertebra, cioè l'osso, ma non si rovina il disco, il quale riesce a resistere a compressioni molto elevate, anche dell'ordine del quintale.

Al contrario compressioni minime che durano tanto tempo finiscono per rovinare il disco poiché in queste situazioni il disco tende a comprimersi e non ha mai il tempo di recuperare la propria forma.

Una disfunzione osteopatica che coinvolge la colonna vertebrale provocandone una compressione può provocare, sui lunghi tempi, un'ernia del disco.

Anzi nella maggior parte dei casi l'ernia discale si instaura proprio sulla base di disfunzioni dinamiche del rachide.

Una semplice disfunzione in rotazione di una vertebra come, più frequentemente, una compressione interna di tipo cranio sacrale possono generare forze compressive che si scaricano suila colonna vertebrale e vengono assorbite quasi totalmente dai dischi intervertebrali.

Infatti, mentre i corpi vertebrali, essendo costituiti da tessuto osseo, non subiscono deformazioni (per lo meno in tempi brevi), al contrario i dischi intervertebrali, fibrocartilaginei, sono soggetti a deformazioni plastiche più rapide.

Le zone maggiormente soggette a sviluppo di ernia del disco sono le zone lordotiche della colonna vertebrale, vale a dire la zona cervicale e la zona lombare, anche se spesso si riscontrano ernie discali anche a livello dorsale.

Sintomi dell'ernia del disco

Nella maggior parte dei casi l'ernia del disco è completamente asintomatica: moltissimi Pazienti con ernia del disco non lamentano dolori né sintomi associati.

Moltissime persone presentano ernie del disco senza saperlo: spesso la presenza di un'ernia del disco emerge casualmente da indagini radiografiche fatte per motivi non legati a sintomatologie dolorose.

Anche in presenza di sintomatologie dolorose spesso l'ernia del disco si trasforma un falso bersaglio in qunrto non ne costituisce la causa.

Statisticamente si osserva che un trattamento mirato esclusivamente al disco non costituisce quasi mai una soluzione stabile al dolore.

Detto questo comunque è altrettanto vero che, lasciata incontrollata, in alcuni casi l'ernia del disco può trasformarsi in un problema clinico di una certa rilevanza.

Per esempio l'ernia espulsa, o comunque l'ernia oltre un certo livello, può diventare fonte di problemi poiché può andare a comprimere il nervo intervertebrale che passa proprio in prossimità del disco intervertebrale.

Questa situazione, se portata all'esasperazione, può causare l'interruzione della conduzione nervosa sia da un punto di vista della sensibilità che da un punto di vista motorio.

Pertanto, in casi estremi, si possono sviluppare parestesie, anestesie, dolori come anche deficit di forza e perdita di movimento nei territori di innervazione dei nervi compressi.

Queste situazioni sono statisticamente rare, si tratta di casistiche estreme.

Tuttavia l'ernia discale rappresenta comunque un adattamento funzionale a una compressione vertebrale eccessiva per cui, soprattutto quando assume una certa rilevanza, merita sempre una speciale attenzione da parte del Terapista.

L'ernia cervicale

A livello cervicale la maggior parte delle ernie si sviluppa nel tratto che va da C5 a C7, vale a dire sul tratto cervicale basso mentre le vertebre cervicali alte sono molto meno esposte a questo genere di problema.

A livello del tratto cervicale basso infatti trova inserzione il fascio di legamenti pericardici e mediastinici che si perdono nel connettivo localizzato proprio anteriormente ai corpi vertebrali.

Soprattutto disfunzioni osteopatiche di tipo viscerale possono creare tensioni importanti sul tratto cervicale basso e dare origine, localmente, a compressioni sulle ultime vertebre cervicali.

A livello dorsale, subito sotto, non si assiste a questo fenomeno dal momento che la colonna vertebrale qui inverte la propria curvatura e le forze si scaricano secondo modalità differenti.

L'ernia lombare

A livello lombare le ernie si sviluppano prevalentemente a livello di L4 - L5 e L5 - S1, cioè nel tratto lombare basso.

Questa zona è soggetta a maggiori sollecitazioni in virtù della speciale architettura anatomica delle ultime vertebre lombari.

Esse infatti sono strettamente interconnesse al bacino da potenti legamenti (legamenti ileo lombari) che ne amplificano notevolmente la componente compressiva in caso di disfunzioni sacrali e iliache.

Soprattutto le disfunzioni del sacro sono largamente responsabili degli adattamenti delle strutture circostanti, in particolare le ali iliache e L5.

In particolare, a livello lombare, tensioni muscolari paravertebrali, ileo psoas e diaframma hanno spesso un ruolo importante nella genesi di un'ernia lombare, come anche, soprattutto, le disfunzioni cranio sacrali.

Il peso corporeo non sembrerebbe avere un ruolo così decisivo nella genesi delle ernie lombari, che sembrerebbero appunto essere sostenute da cause di ordine funzionale.

A ulteriore riprova di ciò facciamo notare che anche animali superiori come cani e gatti presentano ernie lombari (e cervicali) anche molto gravi pur essendo strutturati su un assetto quadrupedico.

Trattamento osteopatico dell'ernia del disco

Un trattamento efficace per l'ernia del disco non può essere orientato solo alla cura del disco ma deve prendere in considerazione anche e soprattutto la causa di tale degenerazione.

A riprova di ciò si deve considerare che i Pazienti trattati solo e unicamente per la patologia del disco in alta percentuale continuano a presentare sintomi o a recidivare.

Onde evitare tali spiacevoli situazioni è necessario procedere ad un riequilibrio meccanico che necessariamente coinvolge non solo la singola vertebra ma tutta l'impalcatura scheletrica.

Il lavoro osteopatico è mirato a eliminare lo stato compressivo della colonna vertebrale in modo da alleggerire la pressione sul disco interverterbale.

Solo a partire da questi presupposti è possibile un recupero dell'ernia del disco.

La possibilità di ripristino dell'integrità del disco tuttavia è proporzionale allo stato di degenerazione dello stesso disco.

In caso di lievi bulging o piccole protrusioni il recupero è quasi sempre garantito in quanto il disco è solo un po' schiacciato per cui, eliminando la compressione, riaquista la propria forma in poco tempo.

In caso invece di gravi ernie espulse il recupero è più problematico poiché la porzione del nucleo che è stata espulsa non potrà più essere ripristinata, è andata persa.

In questi casi è necessaria la valutazione di un neurochirurgo per capire se sussista la necessità di una soluzione chirurgica.

Ma, anche qualora fosse necessario intervenire chirurgicamente, in ogni caso è necessario eliminare le compressioni vertebrali in atto.

Se non si rimuove la causa a monte, è inutile eliminare gli effetti: l'ernia tenderà nuovamente a riformarsi, a recidivare.

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Casi reali

A titolo esemplificativo riporto il caso di un operaio edile di 37 anni affetto da lombalgia cronica e recante numerose ernie in zona lombare, tra cui una voluminosa a livello di L5 - S1.

Sotto il profilo osteopatico presentava una buona mobilità a livello lombare ma una torsione sacrale importante; i focolai lesionali principali erano a livello dell'osso palatino destro che si presentava in rotazione esterna e a livello del primo osso metatarsale destro in superiorità. Quindi una restrizione sul palato a destra e una restrizione al piede destro.

Risolti questi problemi la torsione dell'osso sacro è scomparsa completamente.

Rivisto a distanza di una settimana era completamente sbloccato; il mal di schiena era notevolmente diminuito. Ha potuto lavorare senza interruzione e non ha riferito problemi collaterali.

Per inciso, un'ernia discale non può rientrare nella propria sede in una settimana.

La conclusione è che, in questo caso, l'ernia non poteva in alcun modo essere la causa del mal di schiena. L'ipotesi più probabile è che sia l'ernia che il mal di schiena fossero entrambe espressioni di un disordine meccanico in atto da anni.

Risolto il quadro meccanico il dolore è scomparso quasi subito; l'ernia è rientrata nella propria sede nel giro di alcuni mesi.

Molto spesso l'ernia del disco costituisce un falso bersaglio: talvolta ernie anche molto voluminose o espulse non sono affatto la causa primaria di sintomi dolorosi.

Per questo una revisione osteopatica della meccanica scheletrica è sempre auspicabile prima di intraprendere qualsiasi terapia locale.

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