Spondilolistesi

L'Osteopatia tratta la spondilolistesi intervenendo sulle cause meccaniche responsabili di questa patologia.

Si definisce spondilolistesi lo scivolamento patologico di una vertebra sulla vertebra sottostante.

Lo scivolamento può avvenire in avanti, in dietro o lateralmente per cui si parla di anterolistesi, retrolistesi o laterolistesi.

Normalmente la vertebra soprastante tende a scivolare in avanti per cui generalmente la spondilolistesi si manifesta come anterolistesi.

La spondilolistesi
La spondilolistesi

Dal momento che la vertebra soprastante è ancorata alla sottostante da un istmo osseo, lo scivolamento in avanti quasi sempre si accompagna ad una rottura dell'istmo, per cui si ha una spondilolisi.

La spondilolistesi interessa principalmente le ultime due vertebre lombari: L4 e L5.

La causa originaria dell'anterolistesi va ricercata in ambito biomeccanico e funzionale: una vertebra infatti scivola sulla sottostante in una direzione se viene trazionata verso quella direzione da forze ben precise.

Il sovrappeso corporeo non è una spiegazione sufficiente.

Innanzitutto si riscontrano spondilolistesi anche in persone molto magre; inoltre la forza peso, orientata verso il basso, non spiegherebbe le retrolistesi e le laterolistesi, per quanto meno numerose.

L'origine traumatica non è ancora una spiegazione convincente: molte persone che presentano spondilolistesi riferiscono di non avere mai subito traumi significativi.

In realtà in caso di spondilolistesi si riscontrano sempre disequilibri funzionali osteopatici a livello della colonna vertebrale e del bacino.

Queste disfunzioni sono in grado di generare forze notevoli che si scaricano sulle singole vertebre trazionandole verso direzioni diametralmente opposte.

Soprattutto il problema è che queste forze vengono esercitate in maniera costante nel tempo.

Uno squilibrio osteopatico, infatti, rimane attivo in maniera continuativa non concedendo mai momenti di ristoro ai tessuti, neanche nelle ore notturne.

La continua tensione per mesi, se non anni, crea infine una rottura degli istmi ossei che tengono ancorate le vertebre e i corpi vertebrali, trattenuti solo dal disco intervertebrale e dai muscoli, cominciano a scivolare verso la direzione di spinta.

Trattamento osteopatico della spondilolistesi

Allo scopo di correggere la spondilolistesi bisogna intervenire essenzialmente sulla riduzione di questi schemi disfunzionali responsabili di tale fenomeno.

Se si prescinde da questo tipo di impostazione difficilmente si riuscirà a raggiungere risultati significativi su una listesi vertebrale.

L'Osteopatia lavora proprio in questo senso.

Tecnicamente non si interviene mai sulla vertebra in sé, in quanto le forze che la muovono solitamente originano da lontano.

È necessario quindi individuare con precisione le catene disfunzionali primarie e destrutturarle.

Una volta eliminate le grandi tensioni meccaniche che si scaricano sulla vertebra, allora è possibile lavorare sul tessuto connettivo locale, circostante la vertebra.

Le tecniche utilizzate sono sempre di tipo miofasciale e cranio sacrale, non si utilizzano mai in nessun caso tecniche manipolative.

Una volta ristabilita la situazione fisiologica è necessario lasciar passare un certo periodo di tempo in modo da far lavorare le correzioni.

Una volta eliminate le tensioni, il processo di slittamento si interrompe e, nei casi meno gravi, la vertebra tende a addirittura a retrocedere verso la propria posizione originaria.

Nei casi più gravi tuttavia le lisi ossee vengono ridotte per via chirurgica.

Tuttavia, anche in questi casi, è comunque necessario eliminare le catene disfunzionali originarie.

Se si riducono chirurgicamente le lisi ossee senza correggere le disfunzioni a monte, le forze meccaniche ancora attive troveranno senz'altro nuove direzioni verso cui dirigersi, andando così a generare nuovi problemi altrove.

Pertanto, in caso di spondilolistesi, un intervento osteopatico è assolutamente necessario.

Condividi questo articolo sui social