Sclerosi del tetto acetabolare

La sclerosi del tetto acetabolare è una calcificazione eccessiva della porzione superiore dell'acetabolo, il tetto acetabolare.

È proprio in questa specifica zona che la testa del femore va a premere quando la persona sta in piedi in stazione eretta.

Pertanto è sul tetto acetabolare che si scaricano le forze gravitarie dall'alto verso il basso.

Per questo motivo il tetto dell'acetabolo, soprattutto in stazione eretta, viene sollecitato in misura maggiore rispetto agli altri distretti dell'articolazione dell'anca.

Questo fenomeno è assolutamente fisiologico e non costituisce un problema: il tetto acetabolare è progettato proprio per resistere alle forze compressive dall'alto verso il basso.

Esistono tuttavia alcune specifiche disfunzioni dell'anca che vanno ad aumentare queste forze in maniera importante.

Soprattutto le contratture dei muscoli extrarotatori e le disfunzioni dell'osso sacro creano componenti tensive aggiuntive a livello dell'anca tali da comprometterne la normale funzionalità.

In questi casi il tetto acetabolare è costretto a sopportare carichi per cui non è progettato e, allo scopo di rinforzare la propria struttura intima, sviluppa calcificazioni: in altri termini è come se cercasse di rinforzarsi.

La sclerosi del tetto acetabolare pertanto è il risultato di questo processo.

Il dolore percepito all'anca tuttavia non dipende tanto dalla sclerosi in sé quanto piuttosto dalle stesse disfunzioni meccancihe dell'anca che, creando scompensi sul funzionamento, provocano anche risposte sintomatiche.

In questi casi pertanto il lavoro da fare è liberare l'articolazione dell'anca da quelle tensioni parassitarie che ne perturbano la fisiologia.

L'Osteopatia lavora proprio in questa direzione.

Il trattamento della sclerosi del tetto acetabolare è inserito nel più ampio protocollo di trattamento osteopatico dell'anca.

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