Il dolore al petto e al torace

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Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta il dolore al petto, il dolore al torace e il dolore intercostale con un margine di successo molto elevato.

In questa sede il dolore al petto o al torace non va confuso con il dolore dorsale che viene trattato in un’altra sessione.

ATTENZIONE

Il dolore al petto costituisce talvolta motivo di preoccupazione se non addirittura di urgenza medica poiché può essere collegato, in alcuni casi, ad affezioni o patologie anche gravi.

Per questo motivo, in caso di dolore al petto, è necessario prima di tutto escludere con certezza la presenza di situazioni a rischio o patologie importanti.

Questo aspetto è molto importante e va preso nella massima considerazione al fine di non commettere gravi errori di valutazione dalle conseguenze imprevedibili.

Pertanto un problema di dolore al petto può essere affrontato da un punto di vista osteopatico solo dopo aver escluso la presenza di patologie mediche.

Dolore al petto e Osteopatia

Dolore al petto o al torace, Osteopatia Genova
Parete anteriore del tronco
Balboni & Co., Anatomia Umana, Edi-Ermes
Vol 1, pag.179

Per quanto è possibile osservare, nella maggior parte dei casi il dolore al petto o dolore al torace è dovuto a disfunzioni meccaniche degli elementi della gabbia toracica, delle vertebre dorsali e delle fasce endotoraciche.

Le fasce endotoraciche sono gli elementi fibrosi interni al torace che possono dare importanti componenti restrittive sugli elementi ossei quando veicolano tensioni a partire dall'interno.

In tutti questi casi il dolore al petto può essere risolto agevolmente con l'Osteopatia: la percentuale di successo è molto elevata.

Il dolore toracico può assumere forme differenti a seconda delle strutture coinvolte e quindi, a seconda dei casi, anche la soluzione tecnica è diversa.

Dolore intercostale

In alcuni casi il dolore al petto si manifesta come nevralgia intercostale.

Per dolore intercostale si intende un dolore a barra che parte da dietro alla gabbia toracica e si sviluppa in avanti verso lo sterno o verso l'addome.

Dolore al petto o al torace, Osteopatia Genova
I nervi intercostali
Testut-Latarjet, Anatomia Umana
UTET, Vol.IV, pag.113

In questi casi il meccanismo scatenante è spesso una compressione o un pinzettamento di un nervo intercostale.

I nervi intercostali infatti emergono dalla colonna vertebrale dorsale da appositi fori detti forami di coniugazione e poi si dirigono in avanti passando tra una costa e l'altra.

Quando si verifica un blocco vertebrale o una disfunzione meccanica di una costa il relativo nervo intercostale può subire uno stress meccanico sia a livello del foro di emergenza che durante il tragitto intercostale.

Il risultato è un dolore trafittivo su un lato della gabbia toracica (più raramente su entrambi i lati) e può dirigersi talvolta anche verso l'addome, tanto da dare l'impressione di un dolore viscerale.

In questi casi si interviente con opportune tecniche osteopatiche andando a liberare le strutture coinvolte, in particolare le vertebre dorsali e le teste costali spesso letteralmente incastrate fra le due vertebre relative.

Dolore sternale

In un certo numero di casi il dolore al torace può percepito al centro del petto, sullo sterno.

In questi casi di solito vi è un coinvolgimento di più elementi:

  • Fasce endotoraciche: le fasce endotoraciche sono lamine fibrose che si trovano internamente al torace e danno sostegno agli organi del torace, in particolare al cuore e ai polmoni. La tensione di queste fasce non crea problemi funzionali al cuore o ai polmoni ma si riflette abbastanza frequentemente a livello sternale dando dolore al petto.
  • Diaframma: è il muscolo della respirazione. Il diaframma si inserisce sulla parte bassa della gabbia toracica e sullo sterno: le contratture del diaframma danno una componente tensiva sullo sterno, procurando dolore sternale e dolore al torace.
  • Coste: le disfunzioni meccaniche delle coste possono dare riflessi dolorosi sullo sterno in quanto per la maggior parte si inseriscono anteriormente sullo sterno. Spesso sono coinvolti i muscoli respiratori accessori che si inseriscono sulle coste.

Esistono anche altri meccanismi disfunzionali ma queste sono le eventualità più frequenti.

In tutti questi casi l'Osteopatia è altamente risolutiva poiché prevede tecniche in grado di sciogliere questo tipo di tensioni dall'interno in maniera stabile.

Dolore sul fianco e sotto l'ascella

A volte il dolore al torace è localizzato lateralmente, sul fianco della gabbia toracica, e sotto l'ascella.

In questi casi vi è spesso un coinvolgimento diretto dei muscoli intrinseci ed estrinseci alla gabbia toracica.

In particolare sono coinvolti i muscoli intercostali e il muscolo dentato anteriore (o musolo grande dentato) che, partendo dalla scapola, abbraccia lateralmente la gabbia toracica.

Le contratture di questi muscoli danno un dolore intenso su tutto il fianco e sotto l'ascella, amplificabile al tatto (schiacciare sotto l'ascella in questi casi è molto doloroso): questo tipo di dolore, quando l'intensità è forte e quando la localizzazione è a sinistra, desta sempre forti motivi di preoccupazione poiché viene automaticamente associato dai Pazienti ad un principio di infarto.

In realtà, avendo preventivamente scartato questa possibilità, in questi casi si interviene facilmente con l'Osteopatia andando a decontratturare tutta la zona interessata e restituendo al Paziente un grande sollievo.

Senso di oppressione al torace

A volte le tensioni interne al torace non provocano dolore al petto ma un vero e proprio senso di oppressione al torace.

Le strutture maggiormente coinvolte sono le fasce endotoraciche, già viste in precedenza, che esercitano forti tensioni interne provocando importanti disguidi meccanici alla gabbia toracica.

Dolore al petto o al torace, Osteopatia Genova

La tensione di queste fasce non crea alcun problema agli organi interni, che continuano tranquillamente a svolgere le proprie funzioni, ma dà una grossa componente restrittiva alla gabbia toracica e allo sterno.

In poche parole si sviluppano tensioni interne alla gabbia toracica che ne limitano la possibilità di movimento, soprattutto di espansione.

Il Paziente percepisce quindi un senso di oppressione e una vera e propria difficoltà a prendere aria perché la gabbia toracica è come frenata dall'interno e non riesce ad aprirsi.

Dato che le fasce endotoraciche si inseriscono in parte anche sulle vertebre cervicali basse (C5 - C7), in questi casi talvolta è possibile percepire un peso sul collo, dovuto non tanto ad un peso sul collo ma a qualcosa che tira giù il collo da dentro.

In situazioni del genere l'Osteopatia è in grado di intervenire in maniera molto efficace restituendo libertà alla gabbia toracica.

Liberando la gabbia toracica il Paziente riacquisisce la possibilità di respirare in maniera normale e solitamente percepisce un grande senso di liberazione anche sotto il profilo somato emozionale.

Casi reali

Riferisco il non semplice caso di una Paziente di 42 anni che lamentava forte dolore al torace.

Il dolore era presente da diversi mesi e si manifestava intensamente sui lati del torace con alcune zone di maggior sensibilità in prossimità dello sterno.

Questa Paziente aveva una forte paura del contatto fisico e al tatto era pressoché inavvicinabile.

Questo non solo per la forte dolorabilità ma anche per una marcata componente ansiogena che in parte era stata ridimensionata dopo le visite specialistiche (in particolare cardiologica) da cui fortunatamente erano state escluse patologie.

La Paziente aveva già tentato un approccio farmacologico senza risultato e un ciclo di massoterapia distrettuale dall'effetto addirittura controproducente, vista la situazione di totale dolorabilità al tatto.

L'approccio osteopatico è stato tentato su insistente consiglio di una conoscente già Paziente dello Studio, quando la situazione sintomatica si è ulteriormente aggravata.

All'esame osteopatico presentava una forte restrizione a livello cranio sacrale, in particolare sul lato destro, con importanti ripercussioni sugli elementi del mediastino; inoltre presentava forti contratture su tutta la muscolatura estrinseca della gabbia toracica.

Senza entrare in dettagli troppo tecnici, è sufficiente sapere che le restrizioni craniali possono dare ripercussioni dirette sul mediastino e sulle fasce endotoraciche in virtù di connessioni anatomiche dirette.

Il lavoro pertanto si è sviluppato a partire dal cranio in modo da abbattere in maniera significativa la componente tensiva dall'interno.

Nelle fasi successive, quando l'approccio diretto è stato possibile, è stato necessario trattare localmente la gabbia toracica con tecniche soft in modo da decontratturare il tutto.

Il problema è stato completamente risolto in quattro sedute spalmate in otto settimane circa.

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