Mal di testa

Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta il mal di testa o cefalea con un altissimo margine di successo.

L'Osteopatia tratta in particolare quelle forme di mal di testa non riducibili farmacologicamente e che quindi costituiscono causa di invalidità importante per la persona.

In questi casi l'origine del mal di testa è quasi sempre funzionale e quindi risolvibile con l'Osteopatia in percentuale estremamente elevata.

Una particolare attenzione è rivolta ai bambini che negli ultimi anni soffrono in maniera crescente di mal di testa.

L'intera pagina può risultare lunga da leggere. Puoi raggiungere direttamente la sezione che preferisci servendoti del menu in basso. Durante lo scorrimento della pagina lo stesso menu comparirà a destra.

Cosa è il mal di testa

Di definisce mal di testa o cefalea il dolore localizzato all'interno del capo.

Cefalea, Osteopatia Genova
Le membrane intracraniche
e i seni venosi del cranio
Testut-Latarjet, Anatomia Umana
UTET, Vol.II - Pag.938

Il mal di testa è un problema estremamente diffuso nella popolazione tanto che quasi chiunque, nell'arco della propria vita, è stato vittima di almeno un attacco.

Esistono moltissime forme di mal di testa che si distinguono fra loro in base a localizzazione, intensità, frequenza e modalità espressiva.

Nella maggior parte dei casi il mal di testa costituisce un episodio sporadico e si risolve in poche ore.

In altri casi può assumere livelli di intensità e frequenza talmente elevati da trasformarsi in una vera e propria causa di invalidità.

Classificazione del mal di testa

Esistono diverse modalità di classificazione del mal di testa ma il sistema ormai adottato a livello internazionale è quello conosciuto come Classificazione Internazionale delle Cefalee (ICHD), redatto dalla International Headache Society e approvato dall'OMS.

Vengono distinte in tutto 14 casistiche con ulteriori specifiche.

Si tratta pertanto di una classificazione molto complessa, per cui in tabella ne riportiamo un riassunto sommario per semplicità di trattazione.

Codice ICHD-3BETA Denominazione
1 Emicrania
2 Cefalea di tipo tensivo
3 Cefalea a grappolo e altre cefalee autonomico-trigeminali
4 Altre cefalee primarie (tosse, attività fisica, attività sessuale, ecc.)
5 Cefalea attribuita a traumatismo cranico e/o cervicale
6 Cefalea attribuita a disturbi vascolari cranici o cervicali
7 Cefalea attribuita a patologie intracraniche non vascolari
8 Cefalea attribuita all'uso di una sostanza o alla sua sospensione
9 Cefalea attribuita ad infezione
10 Cefalea attribuita a disturbo dell'omeostasi
11 Cefalea o dolori facciali attribuiti a disturbi di cranio, collo, occhi, orecchie, naso, seni paranasali, denti, bocca o altre strutture facciali o craniche
12 Cefalea attribuita a disturbo psichiatrico
13 Neuropatie dolorose craniche e altri dolori facciali
14 Altri disturbi cefalalgici

Le prime tre tipologie sono considerate primarie, cioè non sono riconducibili ad una causa apparente ma hanno un'origine spontanea.

Le altre tipologie (compresa la quarta definita primaria) sono per lo più secondarie ad altre patologie, cioè sono la conseguenza di altre cause accertate.

L'Osteopatia agisce con successo sulle cefalee primarie, quelle dall'origine effettivamente incerta, che tuttavia rappresentano le forme di mal di testa più diffuse.

Pertanto nelle sezioni successive cercheremo di approfondire queste particolari forme di mal di testa, che sono causa di sofferenza per moltissime persone.

Vediamo un riassunto delle tre tipologie più comuni di mal di testa e le loro principali caratteristiche.

Emicrania Cefalea tensiva Cefalea a grappolo
Localizzazione Unilaterale Bilaterale Unilaterale
Modalità di espressione Pulsante Costrittivo Trafittivo e lancinante
Durata Lunga (4h - 72h) Media (30' - diverse ore) Breve (15' - 3h)
Intensità Media Lieve Grave
Frequenza Variabile Variabile Ricorrenza periodica
Target Femmine Femmine Maschi
Sintomi associati Nausea, vomito, sensibilità a movimento, luce e rumore Sensibilità a luce e rumore, assenza di vomito e nausea (lieve nelle forme croniche) Blefaroptosi (abbassamento della palpebra), miosi (pupilla stretta), congestione nasale e lacrimazione
Variabilità Aggravamento con attività di routine Miglioramento con attività fisica Peggioramento da sdraiati
Aura No No

Vediamo meglio nel dettaglio le tre tipologie.

Emicrania

L'emicrania è una cefalea primaria estremamente diffusa caratterizzata dal fatto che si manifesta solo da un lato del cranio.

Interessa soprattutto il sesso femminile e può manifestarsi anche in età pediatrica.

Sintomi dell'emicrania

Il dolore si manifesta da un lato della testa, coinvolgendo soprattutto la regione sopra l'occhio e la regione temporale.

L'emicrania esordisce in maniera lieve ma può aumentare col passare delle ore; inoltre il dolore è generalmente pulsante e tende a peggiorare con il movimento.

Il peggioramento a causa del movimento costringe il Paziente a interrompere qualsiasi attività, soprattutto lavorativa, pertanto l'emicrania costituisce un problema non trascurabile.

Questo anche in considerazione del fatto che l'emicrania può durare da 4 ore a 3 giorni e può manifestarsi con una frequenza variabile da pochi attacchi in un anno a 2 o 3 episodi alla settimana.

Le emicranie più importanti sono estremamente invalidanti poiché letteralmente impediscono al Paziente di gestire un'attività lavorativa in maniera efficace e, più in generale, qualsiasi altra attività.

Sintomi associati all'emicrania

L'emicrania spesso è associata a una sertie di sintomi fra cui i più frequenti sono:

  • Nausea e vomito: questi sintomi sono provocati direttamente dall'emicrania e possono essere aumentati dall'ipersensibilità agli odori, o osmofobia, rende il Paziente insofferente ad alcuni tipi di essenze o odori.
  • Fotofobia: ipersensibilità alla luce. Questo disturbo costringe Pazienti a rimanre in una stanza al buio.
  • Fonofobia: l'ipersensibilità ai rumori costringe i lPaziente a isolarsi dagli altri e a restare da solo.

Questi fattori, uniti alla dolorabilità al movimento, costringono spesso il Paziente a sdraiarsi da solo in una stanza al buio e a rimanere in questa situazione per tutta la durata dell'attacco.

Altri sintomi associati possono essere calo del livello di concentrazione, sudorazione con brividi, pallore, dolore addominale, diarrea e frequente necessità di urinare.

Fasi dell'emicrania

L'emicrania si sviluppa secondo schemi ricorrenti, tanto che è possibile individuare quattro fasi precise e distinte fra loro.

Fase prodromica

Qualche ora prima o qualche giorno prima che si manifesti l'emicrania, in più della metà dei casi si manifestano particolari sintomi definiti sintomi prodromici.

In basso citiamo i principali:

  • Alterazioni umorali: depressione o euforia, irritabilità
  • Sensazione di stanchezza generale, sonnolenza
  • Aumento della fame o del desiderio di alcuni alimenti
  • Alterazioni neurovegetative: stitichezza o diarrea
  • Rigidità muscolare, in particolare a livello cervicale

Questi particolari segnali, quando si manifestano, possono comparire singolarmente o in maniera associata.

Presenza di aura

Nella fase immediatamente precedente lo sviluppo dell'emicrania, vale a dire 10 o 30 minuti prima, in molti casi si manifesta la cosiddetta aura.

Si definisce aura un insieme di sintomi prevalentemente visivi che vengono descritti come abbagliamenti di piccola entità, sensazioni simili ai momenti successivi a quando si fissa una luce intensa, scintillii geometrici, limitazione del campo visivo, annebbiamento e simili.

Talvolta l'aura si manifesta da sola, senza essere seguita da emicrania: in questi casi si parla di emicrania silenziosa.

Fase dell'emicrania

È la fase in cui si manifesta l'emicrania vera e propria, secondo le modalità sopra descritte.

Fase di risoluzione

Nella maggior parte dei casi, un volta finito l'attacco, i sintomi dell'emicrania tendono a svanire gradualmente in maniera spontanea.

In questa fase il Paziente necessita ancora di un periodo di riposo di durata variabile a seconda dell'entità dell'attacco.

In caso di attacchi lievi in qualche ora si risolve tutto mentre gli attacchi più aggressivi lasciano uno strascico di sintomi che può durare anche qualche giorno dopo la risoluzione.

I sintomi che si manifestano in fase di risoluzione sono simili a quelli che si manifestano in fase prodromica ma, contrariamente ai primi, tendono a diminuire in maniera progressiva.

Cause dell'emicrania

Possono essere identificati alcuni precisi fattori scatenanti:

  • Stimolazioni emotive: stress, ansia, depressione, ipereccitazione, ecc.
  • Stimolazioni fisiche: stanchezza, mancanza di sonno, stress posturali (lunghi viaggi), cervicale, calo di zuccheri, ecc.
  • Abitudini alimentari errate: eccesso di zucchero, latticini, alcol, ecc.
  • Digiuno prolungato: può essere causa di emicrania.
  • Cause ambientali: fumo (attivo e passivo), altitudine, esposizione al sole.
  • Farmaci: sonniferi, vasodilatatori, terapia ormonale, ecc.

Tuttavia nella maggior parte dei casi l'emicrania insorge in maniera spontanea, senza un motivo apparente.

Quindi, in conclusione, l'emicrania ha un'origine sconosciuta.

Esistono alcune teorie:

  • Alterazione del sistema di regolazione del dolore: via sarebbero alterazioni di conduzione nervosa a livello della corteccia cerebrale, di una zona del tronco encefalico e del nervo trigemino.
  • Alterazione ormonale: innanzitutto si osserva come alcune donne riferiscano emicrania in concomitanza del ciclo mestruale (diminuzione di estrogeni); inoltre potrebbero essere coinvolti anche alcuni neurotrasmettitori (serotonina, endorfine) che hanno la funzione di analgesici naturali.
  • Queste sostanze agirebbero, in ultima analisi, sulla regolazione del calibro dei vasi intracranici la cui dilatazione sarebbe appunto all'origine del dolore da emicrania.
  • Ereditarietà: in molti casi sembrerebbe esistere una familiarità dei casi di emicrania.

Cefalea tensiva

La cefalea tensiva interessa più della metà della popolazione, con una prevalenza del sesso femminile, e rappresenta la forma più diffusa di mal di testa.

La cefalea tensiva dipende dalla tensione muscolare del collo e delle spalle e solitamente ha un'intensità bassa.

Sintomi della cefalea tensiva

Il dolore spesso parte dalla zona occipitale o fronto temporale ma ha la tendenza a diffondersi a tutto il capo, tanto che spesso viene definito come un cerchio alla testa.

Il dolore ha un'intensità media o lieve ma ha un carattere di persistenza che può durare da mezz'ora a addirittura una settimana.

Può verificarsi in maniera sporadica o cronica, con accessi anche di 2 o 3 episodi a settimana.

Contrariamente all'emicrania, la cefalea tensiva non aumenta col movimento, anzi sembra addirittura migliorare; per questo motivo il mal di testa di tipo tensivo non ostacola lo svolgimento delle normali attività quotidiane e quindi, in questo senso, non costituisce motivo di invalidità importante.

Inoltre, contrariamente all'emicrania, il mal di testa di tipo tensivo non è mai accompagnato da sintomatologie collaterali come nausea, fotofobia o simili.

Cause della cefalea tensiva

Il meccanismo scatenante è rappresentato da tensioni muscolari, tanto che si parla di cefalea tensiva o miotensiva.

Prevalentemente sono coinvolti i muscoli dei seguenti distretti:

  • Nuca
  • Zona frontale
  • Zona temporale
  • Mandibola
  • Tratto cervicale
  • Spalle

La tensione muscolare aumenta in caso di specifici fattori scatenanti come stress, ansia, depressione, come anche stanchezza oculare, alterazioni del ritmo sonno veglia o eventi destabilizzanti da un punto di vista psico fisico.

Cefalea a grappolo

La cefalea a grappolo rappresenta la forma di mal di testa primario meno frequente ma più grave.

Colpisce prevalentemente gli uomini adulti, fumatori e appartenenti a classi economiche medio alte.

Sintomi della cefalea a grappolo

Al pari dell'emicrania la cefalea a grappolo si manifesta sempre solo da un lato della testa ma, a differenza dell'emicrania, provoca un dolore intenso, lancinante di tipo trafittivo.

Il dolore si sviluppa spesso a partire da occhio e zigomo e da lì si irradia a tempia, mandibola, naso, zona mascellare fino al cuoio capelluto.

L'esordio è rapido e il dolore giunge all'apice nel giro di circa un quarto d'ora; l'intero attacco può durare da 15 minuti a 3 ore.

Per quanto riguarda la cadenza degli attacchi, la situazione è del tutto particolare.

Innanzitutto gli attacchi si manifestano in particolari periodi del giorno, fra le 9 di sera e le 10 del mattino, o in particolari dell'anno, specie primavera e autunno.

Inoltre gli attacchi possono manifestarsi con frequenza variabile, ogni due o tre giorni come più volte nell'ambito di una stessa giornata, e sono caratterizzati dal fatto che, fra un attacco e l'altro, si ha una totale remissione dei sintomi, anche se il Paziente appare esausto.

Il gruppo di attacchi, sempre piuttosto ravvicinati, viene definito grappolo o cluster, secondo la terminologia anglosassone, da cui cefalea a grappolo.

Un intero ciclo (o grappolo) di attacchi può durare, complessivamente, da due settimane fino a tre mesi.

Infine il periodo di remissione fra un grappolo e l'altro può essere anche molto lungo, mediamente di un anno.

In base alla frequenza si distinguono due forme di cefalea a grappolo:

  • Forma episodica: la foma più frequente. Gli attacchi non superano i sette mesi con intervalli liberi da dolore superiori alle due settimane.
  • Forma cronica: gli attacchi si manifestano ogni giorno per più di un anno consecutivamente. Ciò accade nel 10% dei casi.

Sintomi associati

Alla sintomatologia di base, già di per sé invalidante, si associano spesso sintomi collaterali quali:

  • Lacrimazione e arrossamento della congiuntiva
  • Ptosi o abbassamento della palpebra
  • Rinorrea e congestione nasale
  • Senso di agitazione
  • Arrossamento del volto

Non sono quasi mai presenti nausea e vomito.

Diagnosi differenziale

Talvolta la cefalea a grappolo può essere confusa con patologie dai sintomi molto.

I casi di maggiore dubbio sono costituiti da:

  • Emicrania: vedi prima.
  • Nevralgia del trigemino: si manifesta da entrambi i lati mentre la cefalea a grappolo si manifesta solo da un lato.
  • Sinusite: si manifesta nelle stesse zone di localizzazione ma dà un dolore continuo, non episodico.

Cause della cefalea a grappolo

Le cause della cefalea a grappolo sono ignote.

Secondo alcune teorie è possibile che alla base di questo disturbo possano essere implicate alterazioni neurologiche o ormonali con possibile coinvolgimento dell'ipotalamo a causa dell'estrema precisione della cadenza dei periodi di ricaduta.

Anche il nervo trigemino è coinvolto quale veicolo di trasmissione dei sintomi dolorosi a livello della faccia.

I principali fattori scatenanti sono:

  • Stress
  • Alterazioni del ritmo sonno veglia
  • Fumo
  • Alcol
  • Jet lag (sindrome da fuso orario)
  • Alcuni farmaci utilizzati nel trattamento della cardiopatia ischemica

Esami diagnostici per il mal di testa

  • Tomografia computerizzata (TAC) e risonanza magnetica: sono necessarie a escludere tumori cerebrali.
  • Puntura lombare o rachicentesi: si estrae il liquido cefalorachidiano dalla zona lombare per escludere infezioni o patologie neurologiche.

Rimedi tradizionali per il mal di testa

I mal di testa lievi o sporadici vengono facilmente controllati con semplici farmaci da banco, per lo più FANS (farmaci anti infiammatori non steroidei).

Per i casi più importanti tuttavia il Paziente viene sottoposto ad accertamenti specialistici in modo da determinare la tipologia di mal di testa con esattezza.

Le terapie per il mal di testa sono orientate alle tipologie primarie di cefalea mentre, per intervenire sulle tipologie secondarie, è necessario individuare la causa scatenante.

Per esempio se un mal di testa dipende da un problema dentale, allora bisogna intervenire a livello odontoiatrico.

Allo stesso modo se un mal di testa dipende da un periodo di stress, allora bisogna intervenire sulla fonte dello stress.

Se un mal di testa dipende da abitudini comportamentali errate, bisognerà correggere quelle determinate abitudini.

E così avanti.

Il problema tuttavia si pone quando il mal di testa insorge in maniera spontanea senza causa apparente, cioè quando la cefalea è di una tipologia primaria.

Pertanto i rimedi per il mal di testa sono prevalentemente rivolti alle prime tre tipologie, quelle primarie, vale a dire l'emicrania, la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo.

Certamente vengono consigliate strategie per quanto riguarda il miglioramento dello stile di vita, soprattutto allo scopo di ridimensionare l'effetto dei fattori scatenanti.

Ma in realtà, in tutti e tre i casi, i rimedi tradizionali per il mal di testa sono essenzialmente farmacologici.

Tali rimedi si distinguono comunque in base alla tipologia di cefalea.

Rimedi per l'emicrania

L'intervento terapeutico sull'emicrania avviene a due livelli: preventivo e acuto.

Terapia profilattica

Nei casi più gravi, quando i sintomi si manifestano con una certa frequenza e intensità, viene proposta una terapia preventiva.

Vale a dire una terapia farmacologica da effettuarsi nei momenti di remissione dell'emicrania (nelle fasi in cui l'emicrania non si manifesta) allo scopo di prevenire la frequenza e l'intensità dei suoi attacchi.

I farmaci che vengono utilizzati maggiormente sono:

  • Farmaci per l'ipertensione: agiscono andando a regolare il calibro dei vasi sanguigni, sede del dolore dell'emicrania.
  • Antidepressivi: riducono la componente depressiva, allo scopo di ridurre le cause emozionali alla base dell'emicrania.
  • Antiepilettici: agiscono sulla soglia del dolore.
  • Tossina botulinica
  • Farmaci fitoterapici

Terapia in fase acuta

Quando il mal di testa si sviluppa in maniera conclamata vengono utilizzati i seguenti farmaci:

  • Triptani: agiscono sui neurotrasmettitori e provocano una contrazione dei vasi sanguigni.
  • Anti infiammatori: su alcuni Pazienti sono efficaci.
  • Ergotamina: ha un effetto potente sulla vasocostrizione ma può avere effetti collaterali importanti.
  • Altri farmaci: in casi estremi possono essere utilizzati oppioidi o barbiturici che non sono specifici per l'emicrania ma hanno un effetto sui sintomi

I farmaci possono costituire un fattore di rischio in caso di gravidanza per cui ,in questi casi, vengono somministratti in maniera limitata.

Rimedi per la cefalea tensiva

Nel caso in cui i FANS non abbiano effetti, in caso di mal di testa di tipo tensivo possono venire prescritti altri farmaci:

  • Farmaci miorilassanti: vanno a diminuire le contratture muscolari andando a ridurre le tensioni miofasciali.
  • Dal momento che la cefalea tensiva è provocata da contrazioni muscolari eccessive, questa classe di farmaci è largamente impiegata per questo genere di mal di testa.
  • Ansiolitici e antidepressivi: aiutano soprattutto nella prevenzione della cefalea tensiva.
  • Oppiacei e narcotici: sono usati raramente poiché danno dipendenza; inoltre la cefalea tensiva raramente assume intensità elevate.

Accanto alla proposta farmacologica esistono anche possibilità terapeutiche complementari.

Dal momento che la cefalea tensiva dipende soprattutto da tensioni muscolo scheletriche, terapie orientate al rilassamento mio fasciale sono particolarmente indicate:

  • Massoterapia: il massaggio aiuta a scioglere le contratture favorendo la distensione muscolare.
  • Fisioterapia: alcune applicazioni fisioterapiche possono contribuire sia a ridurre il dolore che a ditendere i muscoli.
  • Tecniche di rilassamento: per esempio lo yoga, sono tutte finalizzate a ridurre la componente tensiva muscolare.

Rimedi per la cefalea a grappolo

La terapia per la cefalea a grappolo è orientata essenzialmente su due aspetti: terapia profilattica e terapia in fase acuta.

Terapia profilattica

La terapia profilattica per la cefalea a grappolo è orientata a ridurre:

  • Frequenza
  • Durata
  • Intensità

Questi farmaci agiscono simultaneamente su diversi aspetti essendo in parte anti ipertensivi, in parte anti infiammatori e in parte anti convulsanti.

Questo complesso protocollo terapeutico può, in alcuni casi, provocare effetti collaterali importanti, soprattutto in Pazienti già affetti da altre patologie, per cui questi farmaci devono essere somministrati sotto attento controllo specialistico.

In casi estremi è possibile arrivare a interventi chirurgici finalizzati a inibire la conduzione del nervo trigemino.

Terapia in fase acuta

Dal momento che la cefalea a grappolo insorge e si acutizza rapidamente per poi risolversi altrettanto rapidamente, i normali farmaci antidolorifici da banco non sono efficaci poiché hanno tempi di reazione superiori alla durata dello stesso attacco: quando fanno effetto l'attacco è già finito.

Per questo motivo la cefalea a grappolo richiede una terapia farmacologica specifica ad azione rapida.

Tra i farmaci più utilizzati vi sono i triptani e la lidocaina; anche la somministrazione di ossigeno puro è utile anche se meno pratica.

Trattamento osteopatico del mal di testa

L'Osteopatia rappresenta un rimedio straordinariamente efficace per il mal di testa.

Questo perché la maggior parte delle forme primarie di mal di testa dipendono da problemi funzionali di natura osteopatica.

Da un punto di vista osteopatico il mal di testa viene trattato al pari di un qualunque altro problema di natura funzionale, semplicemente viene posta un'attenzione maggiore alle tensioni intracraniche, al tratto cervicale, al cingolo scapolare e ad alcune regioni specifiche della testa.

Emicrania, Osteopatia Genova

Dal momento che un adattamento di tipo osteopatico non resta mai confinato in un particolare distretto anatomico ma costituisce sempre un fenomeno globale, in caso di mal di testa l'indagine osteopatica si sviluppa sempre a trecentosessanta gradi.

Il mal di testa infatti non è un problema dell'estremità cefalica in senso stretto ma è piuttosto il risultato di uno squilibrio generale dell'organismo.

Se non si lavora seguendo questo paradigma metodologico non è tecnicamente possibile ottenere risultati concreti e stabili su un problema di mal di testa.

In caso di mal di testa, quindi, l'indagine coinvolge l'intero organismo.

Adattamenti osteopatici di tipo cranio sacrale

Gli adattamenti della base del cranio sono responsabili della maggior parte dei mal di testa.

Le disfunzioni della base del cranio provocano la messa in tensione delle membrane di tensione reciproca (falce cerebrale e tentorio cerebellare), cioè le membrane interne del cranio.

Tali membrane sono responsabili della trasmissione delle tensioni meccaniche interne al cranio creando un particolare disagio funzionale che, nei casi più gravi, viene definito compressione craniale.

Ai test osteopatici il cranio appare quasi immobile, privo dei normali cicli di espansione e retrazione e privo di qualsiasi forma di dinamismo, alla consistenza appare rigido.

Da notare che, anche se tale stato viene definito compressione, questa particolare forma di adattamento in realtà non si realizza tanto attraverso qualcosa che comprime da fuori, ma piuttosto attraverso qualcosa che tira da dentro.

Talvolta il cranio non viene coinvolto in toto ma solo parzialmente; in questi casi la mobilità non scompare del tutto ma appare alterata, secondo schemi tipici, alcuni dei quali più frequenti di altri.

Attraverso il sistema delle fasce e attraverso la connessione cranio sacrale, questi adattamenti tensivi interni al cranio vengono esportati in periferia, in zone anche lontane dal cranio, dove danno origine a tensioni muscolo scheletriche.

Ma a livello craniale queste disfunzioni danno origine a due classi di disagi:

  • Problemi di tipo tensivo: le tensioni interne al cranio sono intercettate da una moltitudine di recettori dolorifici variamente distribuiti nel tessuto connettivo che, quando stimolati, scatenano sintomi dolorosi.
  • La tensione degli elementi interni del cranio è pertanto responsabile dello scatenamento di mal di testa su base tensiva.
  • Problemi di tipo emodinamico: disfunzioni osteopatiche in sede occipito temporale sono responsabili di alterazioni dinamiche a livello del forame giugulare, attraverso cui passa la vena giugulare.
  • Attraverso le due vene giugulari si ha il drenaggio di circa l'80% del sangue refluo del cranio per cui l'alterazione del flusso di drenaggio causa rallentamenti emodinamici che possono riflettersi sulla tensione delle pareti venose, ricche di recettori dolorifici.

Quindi le tensioni intracraniche sono fortemente responsabili dello sviluppo di mal di testa e cefalea.

L'Osteopatia è in grado di intervenire su questo tipo di disfunzione andando a correggere la dinamica della base del cranio con opportune tecniche non invasive, non dolorose e molto efficaci.

L'Osteopata, con manovre lievi, favorirà il rilascio delle tensioni del cranio provocando un rilassamento generale delle strutture e una loro riarmonizzazione funzionale: questo porterà un enorme sollievo al Paziente andando a diminuire drasticamente il mal di testa.

Adattamenti osteopatici del tratto cervicale posteriore

Molto spesso il mal di testa dipende da tensioni muscolo fasciali che originano a livello della porzione posteriore del collo.

Contratture o tensioni muscolo fasciali a questo livello si trasferiscono con facilità verso l'alto fino alla base del cranio, alla zona occipitale e alla zona temporale, provocando forti dolori che si propagano poi anche alla parte anteriore del cranio fino all'orbita e alla faccia.

Questa eventualità è decisamente frequente ed è causa di moltissimi mal di testa.

Il meccanismo scatenante, fondamentalmente, è riconducibile a motivi di ordine anatomico.

Nella zona posteriore del collo transitano fasci muscolari molto importanti sia da un punto di vista della consistenza anatomica sia da un punto di vista della funzione specifica.

Innanzitutto le contratture di grossi muscoli come il trapezio possono portare componenti tensive importanti, in partenza addirittura da tratti molto bassi del dorso, dal momento che il trapezio parte da metà schiena.

Esistono poi muscoli intrinseci del collo, come i muscoli delle docce vertebrali, che portano tensioni importanti verso l'alto in maniera più o meno diretta.

Un gruppo di muscoli fra i più coinvolti nella dinamica del mal di testa è costituito dai cosiddetti muscoli sotto occipitali.

Questi piccoli muscoli, otto in tutto, uniscono le prime due vertebre cervicali alla zona occipitale e temporale.

I muscoli sotto occipitali sovrintendono i movimenti fini della testa e la orientano precisamente permettendo moviementi estremamente raffinati e specifici

Tuttavia, visto il rapporto di stretta contiguità con la zona occipitale, la loro contrattura provoca forti mal di testa alla base del collo proprio dietro la nuca.

Inoltre, dal momento che proprio a quel livello transita il nervo sotto occipitale, una contrattura di questi muscoli può andare a comprimerne il tronco provocando formicolio o insensibilità sulla parte posteriore della testa.

L'Osteopatia interviene con successo su questo genere di problema andando a rilasciare le tensioni di tutto questo gruppo di muscoli non solo permettendo il ripristino della normale funzione articolare, ma soprattutto favorendo la scomparsa del mal di testa.

Adattamenti osteopatici del tratto cervicale anteriore

Il tratto cervicale presenta muscoli anteriori che servono a raddrizzare il collo e a inclinare la testa verso il basso.

Questi muscoli costituiscono nel loro complesso il gruppo dei muscoli prevertebrali e si trovano proprio attaccati alle vertebre cervicali, sulla loro parte anteriore.

Dall'esterno non sono accessibili in maniera diretta poiché sono situati dietro la gola.

La loro contrattura, oltre a provocare la rettilineizzazione del tratto cervicale, è responsabile di tensioni che si riflettono in profondità sulla base del cranio e possono dare origine a mal di testa.

Molti mal di testa originano dalla contrattura dei muscoli prevertebrali.

Questo tipo di mal di testa si esprime in maniera particolarmente fastidiosa essendo localizzato in profondità e per questo di non facile localizzazione.

L'Osteopatia dispone di tecniche in grado di decontratturare questi muscoli e di dare finalmente sollievo ai Pazienti.

Le tecniche osteopatiche orientate a questi muscoli non sono invasive e non prevedono manovre interne: si lavora dall'esterno andando a stimolare specifici punti e in maniera totalmente indolore.

Adattamenti osteopatici del cingolo scapolare

Spesso le disfunzioni dinamiche della spalla e del cingolo scapolare si riflettono verso l'alto, sull'estremità cefalica.

Le connessioni anatomiche infatti sono molte e in buona parte sono costituite da muscoli voluminosi con inserzioni estese.

Le contratture del muscolo sternocleidomastoideo e della porzione superiore del muscolo trapezio, per esempio, danno componenti tensive importanti capaci di compromettere la dinamica della parte posteriore del cranio.

I muscoli scaleni, pur non arrivando direttamente alla base del cranio, riescono a creare tensioni importanti sul tratto cervicale e la loro contrattura può provocare mal di testa.

In generale comunque le disfunzioni dinamiche della scapola e della clavicola si riflettono facilmente a livello craniale attraverso il sistema delle fasce, soprattutto la fascia cervicale media e profonda.

Ricordiamo ancora il muscolo omoioideo cha ha spesso un ruolo importante nella dinamica del mal di testa.

Questo particolare muscolo dal ventre allungato parte dalla scapola e, attraverso l'intermediazione dell'osso ioide e della fascia cervicale media, può dare tensioni che giungono fino alla base del cranio.

Si potrebbe andare avanti con altri esempi.

Lo scopo in realtà è solo quello di illustrare l'enorme ventaglio di possibili fattori scatenanti un mal di testa in partenza dalla zona scapolare.

In questi casi la soluzione non può che essere ricercata in ambito funzionale: bisogna trovare le parti soggette a problemi dinamici e apportare le opportune correzioni.

Tutto il resto è piuttosto un palliativo.

L'Osteopatia rappresenta una soluzione di eccellenza questi casi in quanto dispone di test e tecniche in grado di risolvere stabilmente questo genere di scompenso.

Adattamenti osteopatici della lingua e della zona sopraioidea

La lingua e la zona sopraioidea, vale a dire la zona sotto la mandibola, sono spesso sede di disfunzioni che si riflettono verso la zona temporale e quindi alla base del cranio.

Le contratture del pavimento buccale infatti, attraverso l'intermediazione dei muscoli digastrico e stiloioideo, si dirigono verso la zona mastoidea dell'osso temporale dando restrizioni importanti a livello della sutura occipito mastoidea.

In parole più semplici molti mal di testa dipendono da problemi funzionali a livello della lingua e del pavimento della bocca.

Questo genere di restrizioni non è facilmente individuabile e richiede un attento esame funzionale della sezione sopraioidea.

L'Osteopatia dispone di tecniche per individuare e correggere questo genere di restrizioni, andando così a restituire libertà a queste zone e sollievo al Paziente.

Queste disfunzioni sono piuttosto subdole nel senso che si localizzano in zone del tutto anonime e che molto raramente presentano sintomi: difficilmente un Paziente riferisce di avere dolore sotto la mandibola.

Tuttavia, se non vengono rimosse, continuano a provocare sintomi riconducibili a cefalea, mal di testa o, talvolta, problemi di malocclusione dentale.

Pertanto l'intervento osteopatico in questi casi è determinante.

Adattamenti osteopatici dell'articolazione temporo mandibolare (ATM)

Molte cefalee derivano da disfunzioni dimaniche dell'articolazione temporo mandibolare (ATM), l'articolazione che permette l'apertura e la chiusura della bocca.

Questa articolazione è azionata da una serie di muscoli che partono proprio dalla base del cranio e, quando si contraggono in maniera anomala, possono dare componenti tensive capaci di provocare mal di testa.

Spesso la contratturra di questi muscoli dà anche (e soprattutto) problemi di malocclusione dentale.

Ma in molti casi, indipendentemente da problemi di malocclusione, a partire da questa zona si sviluppano mal di testa di tipo primario.

I muscoli coinvolti nello scatenamento del mal di testa sono praticamente tutti: massetere, temporale, pterigoideo esterno e pterigoideo interno.

Le sezioni del cranio interessate sono numerose andando dalla zona temporale e zigomatica fino ad arrivare in profondità alla zona sfenoidale e palatina.

Le contratture dei muscoli masticatori quindi sono in grado di provocare tensioni estese su tutta la base del cranio, in particolare sui quadranti anteriori e sul massiccio facciale.

I mal di testa originati dalle disfunzioni dell'ATM pertanto non sono da sottovalutare poiché compromettono la dinamica della base del cranio in maniera importante.

Adattamenti osteopatici della fossa pterigopalatina

Nella genesi del mal di testa bisogna considerare l'importanza degli elementi presenti nella fossa pterigopalatina.

La fossa pterigopalatina è un infossamento del cranio che si trova in profondità internamente alla mandibola, come si può osservare in figura.

Fossa pterigopalatina
La fossa pterigopalatina
Fonte hesed.info

Nella fossa pterigopalatina alloggia il ganglio pterigopalatino o ganglio sfenopalatino e da lì transita il nervo mascellare, il secondo ramo del nervo trigemino.

Queste importanti strutture nervose si dirigono verso la faccia veicolando sia informazioni sensitive che neurovegetative.

Secondo l'American Academy of Pain Medicine (AAPM), sulla base di quanto emerso dal 31° Meeting Annuale del marzo 2015 (Abstract 220), le compressioni del ganglio sfenopalatino e del nervo mascellare sembrano avere un ruolo decisivo nello sviluppo della cefalea a grappolo.

L'Osteopatia propone, per questo genere di problema, una soluzione non invasiva e altamente risolutiva.

L'intervento osteopatico sulla fossa pterigopalatina è efficace soprattutto nei casi di cefalea a grappolo.

L'accesso alla fossa pterigopalatina avviene attraverso la cavità buccale con una leggera pressione all'interno del ramo della mandibola, in maniera del tutto indolore.

L'alleggerimento delle strutture interne avviene per vie pressoria attraverso tecniche fasciali e cranio sacrali completamente soft e, al tempo stesso, altamente penetrative.

Oltre a questo viene riequilibrata la base del cranio nel suo insieme in modo da far sì che la correzione rimanga stabile nel tempo.

Adattamenti osteopatici di tipo viscerale

In alcuni casi il mal di testa dipende da disfunzioni osteopatiche di tipo viscerale.

Vale a dire talvolta una restrizione di mobilità a livello di un viscere può dare origini a catene disfunzionali ascendenti in grado di compromettere la corretta dinamica della base e della volta del cranio.

Ricordiamo che una disfunzione osteopatica di tipo viscerale non determina il malfunzionamento di un viscere, ma solo una sua compromissione dinamica.

Una disfunzione viscerale dello stomaco, per esempio, non crea problemi allo stomaco in sé: lo stomaco è assolutamente sano, non presenta patologie.

Semplicemente la sua mobilità risulta alterata, cioè i suoi legamenti potrebbero essere in tensione e creare a loro volta tensioni sulle strutture su cui si inseriscono.

Il viscere diventa per così dire un nodo di tensione da cui partono catene disfunzionali che si riflettono sulla periferia.

In particolare, nel caso del mal di testa, i visceri maggiormente coinvolti sono i visceri sotto diaframmatici, soprattutto stomaco e fegato, in quanto, creando tensioni sul diaframma (il muscolo della respirazione), indirettamente creano tensioni sulla base del cranio.

Ricordiamo infatti che le fasce mediastiniche che partono dal diaframma si inseriscono in gran parte a livello del tubercolo faringeo dell'osso occipitale provocando un blocco del cranio in flessione (secondo la terminologia osteopatica).

Questo comporta un adattamento importante di tutto il cranio la cui plasticità risulta compromessa nel suo insieme.

Molti mal di testa originano proprio da meccanismi del genere.

Per esempio a volte, dopo un pasto importante, si scatena un mal di testa. Perché?

I visceri, già in disfunzione, vengono ulteriormente sovraccaricati dalla massa di cibo in digestione e, non avendo possibilità dinamiche estese, nel corso del processo di digestione sviluppano tensioni che si riflettono sulla base del cranio secondo gli schemi esposti in precedenza.

Naturalmente questa non è l'unica causa delle cefalee post prandiali ma questi meccanismi si verificano con una certe frequenza.

L'Osteopatia interviene con successo su questo genere di adattamento in quanto possiede tecniche in grado di rilevare e risolvere le disfunzioni viscerali.

L'Osteopata interviene sui visceri con manovre soft, poco invasive, addirittura rilassanti, in grado di ssciogliere le tensioni fasciali e spezzare quegli schemi disfunzionali responsabili del mal di testa.

Osteopatia e casi particolari di mal di testa

Generalmente l'Osteopatia è fortemente indicata in caso di mal di testa e cefalea di tipo primario in quanto altamente risolutiva.

In alcune situazioni specifiche tuttavia l'Osteopatia costituisce quasi l'unica possibilità d'intervento realmente efficace.

Si tratta del mal di testa in gravidanza e di alcuni casi specifici non riducibili con altri sistemi.

Emicrania e gravidanza: la soluzione osteopatica

Da un punto di vista clinico, una tipologia importante di mal di testa è costituita dal mal di testa in gravidanza, in particolare dall'emicrania in gravidanza.

Questo non tanto perché l'emicrania in gravidanza sia particolarmente differente dalle altre emicranie in generale, quanto piuttosto per il fatto che, in stato di gravidanza, spesso la soluzione farmacologica risulta impraticabile.

In questi casi la soluzione osteopatica si presenta come la soluzione ottimale per almeno due motivi:

  • La maggior parte delle emicranie ha una base osteopatica e quindi la maggior parte delle emicranie è risolvibile in maniera efficace attraverso l'Osteopatia.
  • L'Osteopatia è applicabile in gravidanza senza alcun tipo di rischio e senza alcuna controindicazione.

Inoltre, indipendentemente dalla presenza o meno di un mal di testa, ricordiamo che comunque una revisione osteopatica in gravidanza viene sempre consigliata.

Assicurare la libertà delle articolazioni e delle strutture del bacino come del pavimento pelvico è assolutamente prioritario in vista del parto.

A maggior ragione se durante la gravidanza vi è presenza di sintomatologie importanti come mal di testa, mal di schiena, cervicale o altro.

Dolori specifici all'estremità cefalica

Talvolta i Pazienti riferiscono sintomi localizzati a livello dell'estremità cefalica che però non possono essere classificati come mal di testa in senso classico.

Spesso, per esempio, i Pazienti riferiscono di percepire:

  • Specifici punti dolorosi sulla testa, come fossero chiodi
  • Dolori a scossa elettrica che attraversano il capo
  • Dolori in particolari settori della testa, in maniera isolata
  • Parestesie, zone iposensibili, formicolio in particolari zone
  • Dolore al cuoio capelluto solo in alcuni tratti
  • E via dicendo...

Per alcuni aspetti anche alcune forme di arterite temporale talvolta rientrano in questo gruppo di particolari sintomatologie.

Dal momento che queste espressioni sintomatiche fuoriescono dalla classica diagnosi di mal di testa o cefalea, chi soffre di questo genere di problema normalmente non riesce a trovare soluzioni stabili per vie tradizionali.

In moltissimi casi tuttavia si osserva come dolori o sintomi riferiti all'estremità cefalica siano riconducibili a schemi disfunzionali di tipo osteopatico e quindi nell'Osteopatia trovano una soluzione.

In molti casi infatti Pazienti che soffrivano di tali disagi da anni hanno trovato una soluzione con trattamenti osteopatici, talvolta anche in tempi sorprendentemente brevi.

Naturalmente in questi casi bisogna avere escluso patologie specifiche alla base e avere accertato la presenza di disfunzioni osteopatiche in atto.

Ricordiamo che presso lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi è possibile usufruire di consultazioni preliminari a COSTO ZERO.

Osteopatia e mal di testa in età pediatrica

Almeno un bambino su quattro riferisce di avere avuto un attacco di mal di testa durante l'intero periodo scolastico.

Il mal di testa in età pediatrica è un problema relativamente diffuso, anche se si manifesta con intensità minore rispetto all'età adulta.

Durante l'infanzia prevalgono le emicranie mentre in adolescenza le cefalee tensive; invece fortunatamente la cefalea a grappolo è rarissima in età pediatrica.

Per quanto riguarda l'intervento terapeutico, da un punto di vista classico la soluzione terapeutica proposta è identica a quella degli adulti: terapia d'attacco e terapia profilattica, entrambe basate su protocolli farmacologici.

Dal momento che la cefalea in età pediatrica si manifesta con le stesse identiche modalità dell'età adulta ed è basata sugli stessi presupposti eziologici, anche in età pediatrica l'Osteopatia costituisce un rimedio assolutamente risolutivo ed efficace.

Il bambino e l'adolescente infatti sono soggetti ai medesimi adattamenti osteopatici degli adulti, pertanto l'approccio osteopatico è assolutamente identico.

La differenza sta soprattutto nel significato clinico e nelle conseguenze del mal di testa sulla qualità di vita del giovane Paziente.

Al di là del disagio in sé infatti, in età scolare un problema di mal di testa può creare limitazioni importanti nei processi di concentrazione e di apprendimento, nell'attività motoria, nelle relazioni sociali creando disagi che si riflettono non solo nel rendimento scolastico ma nel processo di sviluppo in generale.

Pertanto il trattamento osteopatico in età pediatrica, e questo non solo per quanto riguarda il mal di testa, assume una valenza ancora più importante rispetto a quello in età adulta.

Spesso si riesce non solo a eliminare un sintomo invalidante maletteralmente a restituire un nuovo stile di vita al bambino aprendogli nuove possibilità e nuove prospettive evolutive.

Casi reali

A titolo esemplificativo riporto due casi interessanti.

Il primo caso è del tutto particolare in quanto riguarda una Paziente giovanissima.

Dal momento che negli ultimi anni c'è stata un'impennata dei casi di mal di testa in età pediatrica, questo caso risulta particolarmente interessante e attuale.

Nel caso della Paziente in questione l'esordio aveva avuto un'origine precisa in quanto il mal di testa aveva cominciato a manifestarsi in seguito a una caduta sull'osso sacro avvenuta in piscina.

Al momento della consultazione la Paziente aveva 16 anni e lamentava emicrania 2 - 3 volte alla settimana a partire dall'età di 6 anni in seguito ad incidente.

All'esame osteopatico presentava uno squilibrio cranio sacrale a livello di due suture ma soprattutto una contrattura importante del pavimento pelvico che andava a limitare notevolmente la dinamica sacrale e quindi cranio sacrale.

Ridotte le disfunzioni la Paziente ha avuto miglioramenti fin dalla prima settimana ma è stato necessario rivederla più volte nel corso di diversi mesi.

In meno di un anno l'emicrania ha avuto un regresso notevole fino a scomparire in maniera stabile.

Definire migliorato il livello della qualità di vita di questa giovanissima Paziente è oltremodo riduttivo.

Bisogna infatti considerare come, a quest'età, una sintomatologia così persistente comporti una grave limitazione del normale svolgimento di tutte le attività necessarie allo sviluppo della persona.

Parliamo quindi di apprendimento, di attività motoria, di rendimento scolastico, di rapporti sociali e quant'altro.

In questo caso l'intervento osteopatico è stato effettivamente decisivo.

Il secondo caso riguarda un Paziente di 66 anni affetto da emicrania associata a disturbi oculari che lo costringevano, nei momenti di maggiore acuzie, al ritiro in una stanza buia.

Il problema era presente da anni in maniera cronica e si manifestava in maniera acuta con cadenza mensile o comunque plurisettimanale.

All'esame osteopatico presentava una forte restrizione a livello zigomatico mascellare sul lato destro e con una restrizione a livello della seconda costa destra adattata in superiorità.

Ridotte le disfunzioni e sottoposto il Paziente agli opportuni controlli la sintomatologia è andata scomparendo e ha smesso di riproporsi nel giro di un anno circa.

Questi semplici casi illustrano la reale potenza di un intervento osteopatico.

L'Osteopatia infatti non solo costituisce un rimedio d'eccellenza nei confronti del mal di testa ma è applicabile a qualsiasi età senza rischi e con grandi margini di sccesso.

Condividi questo articolo sui social

prenota un controllo a
COSTO ZERO