Dall'Osteopata ci si spoglia?

Spesso i Pazienti, soprattutto le Pazienti, chiedono se dall'Osteopata ci si spoglia.

Per rispondere dobbiamo partire da una considerazione elementare: l'Osteopatia è una terapia manuale.

Questo significa che l'Osteopata, per lavorare, deve necessariamente entrare in contatto fisico con il Paziente e quindi la presenza di troppi indumenti normalmente non aiuta.

Inoltre, allo scopo di fare trattamenti efficaci, è necessario esplorare il corpo a trecentosessanta gradi: vale a dire che anche se ho male al collo, devo comunque controllare tutta la colonna e gli arti inferiori se voglio fare trattamenti realmente utili.

Non è possibile esplorare solo il segmento dolente: l'indagine globale è proprio ciò che distingue l'Osteopatia dalla maggior parte delle altre metodiche manuali ed è anche ciò che la rende così efficace nella risoluzione dei problemi.

Rinunciare a questa impostazione significa rinunciare a risolvere il problema.

Detto questo va comunque precisato che per un trattamento osteopatico non è necessario essere completamente spogliati: la biancheria intima resta ovviamente sempre indosso e capi di abbigliamento come canottiere o magliette leggere non creano problemi.

Anche leggings leggeri o collant non sono veri ostacoli in quanto, essendo molto aderenti, non impediscono di percepire lo stato funzionale delle fasce muscolari e il livello di contrattura dei muscoli.

Solo in qualche caso, per esempio trattando il pavimento pelvico, si rende necessario scoprire un po' di più il bacino, ma comunque sempre mantenendo indosso la biancheria intima!

Certamente più il Paziente è ispezionabile, più agevole sarà il lavoro dell'Osteopata, ma in ogni caso, un compromesso sensato, ragionevolmente, si trova sempre.

Infine il senso di timidezza o di imbarazzo è anche molto legato al tipo di rapporto tra Paziente e Osteopata: un professionista serio, preparato e competente non mette mai in imbarazzo un Paziente ma al contrario lo fa sentire a proprio agio, spiegando accuratamente ciò che è necessario fare e chiedendo sempre il permesso al Paziente prima di agire.

Personalmente, seguendo questo tipo di impostazione metodica, non ho mai avuto problemi di imbarazzo, soprattuto da parte del pubblico femminile, particolarmente esposto a questo tipo di sensibilità.

Author: Paolo Saccardi

Posted: 17/05/2018

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