I principi dell'Osteopatia

osteopatia Genova

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In Osteopatia lo studio del corpo umano parte da considerazioni di carattere anatomico.

Una delle prime deduzioni sviluppate da Still nel corso dei suoi studi è che l’organismo nel suo complesso costituisce un’unità funzionale. Sistemi, apparati, singoli organi o regioni topografiche presentano collegamenti tra loro non solo di tipo meccanico attraverso le fasce ma anche ematico, nervoso, linfatico.

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Still riassume questo concetto in un enunciato diventato uno dei principi cardine dell’Osteopatia cioè il principio di unità del corpo. L’Osteopatia è tecnicamente fondata su questo concetto.

In realtà il vero elemento di originalità e perno centrale di tutta la scienza osteopatica è la scoperta che la forma degli organi e la loro organizzazione anatomica sono concepite per il movimento.

Dall’osservazione attenta dei dettagli anatomici Still si rende conto che non esistono parti immobili nell’organismo ma tutte sono conformate per muoversi e tutte godono di una mobilità reciproca che a volte è molto limitata ma sempre presente e che permette loro di adeguarsi in maniera ottimale allo svolgimento delle proprie funzioni.

Still afferma che la struttura governa la funzione. Per struttura intende la relazione dinamica tra le parti dell’organismo e in primo luogo tra le ossa dello scheletro che fa da supporto al sistema delle fasce e a tutti gli organi.

Questo principio è ancora più evidente quando un elemento perde la possibilità di muoversi, anche solo parzialmente. In tal caso non solo quell’elemento non riuscirà a svolgere adeguatamente le proprie funzioni ma comprometterà la salute generale di tutto l’organismo.

Un altro importante principio afferma che il ruolo dell’arteria è supremo. Il mantenimento del flusso ematico (e dei fluidi in generale) in tutti i vasi e in tutti i distretti è uno dei principi cardine dell’Osteopatia.

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Un apporto ematico insufficiente è incompatibile con un buon funzionamento e questo vale per un organo come per una singola cellula. Una parte del corpo può presentare difficoltà non per problemi intrinseci ma perché non riceve un buon nutrimento o non è in grado di eliminare le sostanze di rifiuto.

Ancora si ammette la possibilità di autoguarigione del corpo. In condizioni ambientali confortevoli, con uno stato nutrizionale adeguato e in assenza di gravi menomazioni l’organismo tende a ritrovare autonomamente il proprio equilibrio.

L’Osteopata prepara il terreno ma non partecipa in maniera diretta al processo di riequilibrio, di guarigione, poiché esso avviene in totale autonomia.

Gli studi e gli sviluppi successivi a Still hanno prodotto un arricchimento delle nozioni osteopatiche e uno sviluppo notevole del metodo ma i principi di fondo sono rimasti inalterati.