Osteopatia in età pediatrica

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Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta il Paziente in età pediatrica.

Bambini e adolescenti costituiscono per l’Osteopata una categoria di lusso, i trattamenti più utili ed efficaci sono proprio quelli sui Pazienti in giovane età.

Nei primi anni di vita l’organismo è estremamente recettivo all’informazione correttiva, possiede caratteristiche di duttilità notevoli e sicuramente non ha ancora sviluppato adattamenti importanti ai traumi e alle lesioni.

Per questi motivi intervenire sul Paziente giovane è estremamente utile, soprattutto in senso preventivo.

Osteopatia neonatale

Il neonato può essere soggetto a disfunzioni osteopatiche.

Esse possono essere comuni conseguenze del parto ma possono essere acquisite anche durante la vita intrauterina; capita infatti di osservare restrizioni su bambini nati per mezzo di parto cesareo.

Il neonato, Osteopatia Genova

Quadri sintomatici tipici di questa età possono essere disagi muscolo scheletrici come torcicollo miogeno o piede torto congenito o anche disturbi funzionali, come problemi di suzione.

Naturalmente devono essere state escluse cause organiche o comunque non osteopatiche.

Le manifestazioni osteopatiche nel neonato comunque non sono frequenti.

Cioè la maggior parte dei neonati presentano restrizioni di mobilità a livello del cranio ma solo una minima frazione di essi presenta sintomi alla nascita.

Il trattamento del neonato ha un interesse soprattutto preventivo.

Quindi, al di là di manifestazioni evidenti, è utile un consulto di Osteopatia neonatale soprattutto in caso di:

  • Parto difficoltoso, eccessivamente prolungato.
  • Parto mediante l’utilizzo di ventosa, forcipe o manovre traumatiche.
  • Parto cesareo.
  • Presenza di disordini meccanici a livello del bacino della madre.

L’intervento osteopatico sul neonato è molto dolce, basato su tecniche molto leggere, non presenta rischi ed è rivolto soprattutto alla riduzione di disfunzioni cranio sacrali.

La percentuale di successo è statisticamente piuttosto elevata nel neonato.

Osteopatia per bambini e ragazzi

Il bambino dall’anno di vita fino alla pubertà (11 - 13 anni) può essere soggetto a disfunzioni osteopatiche e risentirne durante la crescita.

Molte affezioni scheletriche e muscolari che colpiscono il bambino in questa fascia di età spesso dipendono da disguidi meccanici dello scheletro e delle articolazioni.

Bambini e ragazzi, Osteopatia Genova

In moltissimi casi dette disfunzioni sono in atto dall’età neonatale se non addirittura dal momento del parto.

I problemi che maggiormente si riscontrano a questa età sono le deviazioni scoliotiche e i problemi di appoggio; è possibile inoltre che, sulla base di una disfunzione osteopatica, nel bambino possano insorgere sintomatologie dolorose e manifestazioni sintomatiche simili all’adulto, come lombalgia o torcicollo.

In realtà il bambino non lamenta quasi mai dolori reumatici, ossei o muscolari perché a questa età l’organismo possiede capacità di adattamento enormi.

Per cui anche quadri disfunzionali importanti sono ben sopportati da un punto di vista sintomatologico, sono ben compensati.

Per esempio osserviamo che una disfunzione cranio sacrale, che crea una tensione interna alla colonna vertebrale, nell’adulto e nel bambino ha espressioni sintomatiche differenti.

Nell’adulto, che possiede una colonna vertebrale strutturata poco deformabile e poco adattativa, una disfunzione osteopatica cranio sacrale molto spesso provoca una lombalgia o una cervicalgia.

Nel bambino, che al contrario possiede una colonna vertebrale estremamente duttile, la medesima disfunzione non provoca alcuna sintomatologia dolorosa. Il bambino non si lamenta.

Tuttavia una disfunzione osteopatica mantenuta silenziosamente per anni provoca comunque danni importanti, anche se non causa alcun sintomo.

La maggior parte delle scoliosi per esempio origina proprio in questo modo.

Una disfunzione "silenziosa" fa sì che lo scheletro si adatti lentamente con curve scoliotiche adattative che magari passano inosservate ad una ispezione sommaria.

In età adulta un Paziente del genere presenterà curve scoliotiche strutturate su cui non si potrà più intervenire se non chirurgicamente.

La scoliosi limita notevolmente le possibilità di movimento e di adattamento della colonna vertebrale e questo può creare, di conseguenza, una moltitudine di problemi sull’assetto posturale, sulla funzione cardio polmonare e sulla dinamica generale della persona.

Al contrario, se si interviene quando l’organismo è ancora in via di sviluppo, quando ancora si può intervenire, si riescono a creare le condizioni per uno sviluppo normale e fisiologico con grandi vantaggi per il Paziente.

Lo stesso discorso vale per l’appoggio plantare che molto spesso questa età assume un atteggiamento in piattismo.

In realtà nella stragrande maggioranza dei casi il piattismo è un fenomeno fisiologico a questa età e si risolve con la crescita.

In altri casi, al contrario, crea problemi al bambino come dolori ai piedi o atteggiamenti posturali non fisiologici.

Il concetto da capire è che nell’età dello sviluppo una disfunzione osteopatica spesso è presente in maniera silenziosa, non dà espressioni sintomatiche importanti ma lavora nell’ombra compromettendo il corretto sviluppo dello scheletro.

L’Osteopatia è in grado di intervenire sul bambino con un’altissima probabilità di successo allo scopo di riportare il suo sistema osteo articolare in piena crescita ad una dinamica fisiologica.

Pertanto una revisione osteopatica precoce è assolutamente utile in età pediatrica sia per risolvere un problema contingente sia soprattutto in prospettiva per evitare danni in futuro.

Lo Studio offre la possibilità di un controllo a costo zero per tutti i bambini in età scolare.

Osteopatia in adolescenza

La fascia di età dell’adolescenza, che va dai 14 a circa i 21 anni, in effetti sconfina dall’età pediatrica propriamente detta.

Tuttavia tutto il periodo dell’adolescenza rappresenta una fase estremamente delicata per l’individuo sia sotto il profilo somatico che emozionale.

L'adolescente, Osteopatia Genova

In efetti in questo arco di tempo, proprio in risposta al travagliato sviluppo tipico di questa età, statisticamente si instaurano importanti quadri osteopatici destinati a condizionare la prima età adulta e le fasi successive.

Da un punto di vista osteopatico l’adolescenza rappresenta un vero terremoto, un periodo di grandi acquisizioni disfunzionali.

Durante l’adolescenza infatti l’organismo conserva ancora una spinta accrescitiva importante soprattutto in risposta alla variazione dei tassi ormonali e alla conseguente comparsa dei caratteri sessuali secondari. E questo comporta anche una ristrutturazione dell’aspetto psichico e della personalità che proprio in questa fase si plasma e si consolida.

Queste trasformazioni, che peraltro avvengono in un lasso di tempo piuttosto breve, si svolgono spesso in maniera burrascosa lasciando, come traccia, importanti quadri disfunzionali di tipo osteopatico.

Queste disfunzioni vengono mantenute nel tempo come fossero una sorta di memoria storica degli eventi e, finché restano attive, condizionano l’aspetto dinamico dell’intero organismo con tutte le conseguenze.

Per questo motivo l’adolescente gode di una particolare attenzione da parte dell’Osteopata.

In questa fase l’organismo ha ancora buone possibilità adattative per cui solitamente non si hanno grandi manifestazioni sintomatiche ma talvolta l’adolescente può lamentare sintomi al pari di un adulto.

Pertanto non sono infrequenti le affezioni della colonna vertebrale come lombalgia, lombosciatalgia, cervicalgia, cervicobrachialgia, dolore all'anca, dolore al ginocchio e dolore ai piedi come anche i problemi dell’arto superiore (spalla, gomito, mano).

Inoltre possono manifestarsi problemi viscerali come colite e asma o alterazioni dell’assetto posturale, per citare le eventualità più frequenti.

L’Osteopatia interviene con una probabilità di successo statisticamente molto elevata nei confronti dei Pazienti in età adolescenziale.

E questo con grandi vantaggi sia sul problema contingente che soprattutto in prospettiva, considerando che un problema osteopatico, se non corretto, viene mantenuto con importanti conseguenze in età adulta.

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