I piedi piatti e i piedi cavi

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Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta il piede piatto e il piede cavo periferiche.

Piedi piatti e piedi cavi sono frequentemente oggetto di attenzione da parte degli specialisti del settore e gli interventi sul piede, a qualsiasi livello, sono molto frequenti.

L'Osteopatia tratta i problemi di appoggio plantare con un ampio margine di successo in quanto i problemi di appoggio sono quasi sempre determinati da disfunzioni meccaniche dell'arto inferiore in gran parte correggibili con l'Osteopatia.

Fisiopatologia dell'appoggio plantare

Innanzitutto bisogna considerare che molti piedi piatti e altrettanti piedi cavi non sono affatto patologici, appartengono allo schema della persona, non creano alcun problema e non è necessario intervenire per "correggerli".

Piedi piatti, Osteopatia Genova

Solo in alcuni casi tali adattamenti sono acquisiti, sono il frutto di una disfunzione meccanica dell’arto inferiore ed è necessario intervenire.

Sia in caso di piattismo che di cavismo generalmente l’origine della disfunzione è localizzata a monte, molto spesso a livello del bacino o più in alto. Raramente il pede è coinvolto in maniera diretta.

Questo perché i muscoli che regolano l’ampiezza dell’arco plantare partono tutti dall’arto inferiore, in particolare dalla gamba (in anatomia per gamba si intende il segmento sotto il ginocchio). Detti muscoli sono principalmente il muscolo tibiale posteriore e il muscolo peroneo lungo oltre che, in maniera accessoria, anche i muscoli flessori delle dita e il muscolo tibiale anteriore.

Ma l’arto inferiore, nel suo complesso, riceve influenze dinamiche dal bacino e dalla colonna vertebrale soprattutto in virtù delle importanti connessioni muscolari (muscolo piriforme e muscolo ileo psoas), viscerali e cranio sacrali.

Per quanto riguarda i visceri, soprattutto le disfunzioni dei visceri del piccolo bacino (vescica, retto e utero) e le disfunzioni osteopatiche del rene hanno una grande influenza sulla meccanica dell’arto inferiore; il rene in particolare grazie all’intermediazione del muscolo grande psoas

Bisogna inoltre considerare le disfunzioni cranio sarali che mettono in difficoltà l’osso sacro con adattamenti iliaci e su tutto l’arto inferiore. La componente cranio sacrale è generalmente molto rilevante nelle disfunzioni dell’arco plantare, difficilmente si riesce a correggere un dismorfismo podalico senza effettuare correzioni di tipo cranio sacrale.

Osteopatia e piede piatto

Statisticamente il piede piatto si riscontra con maggior frequenza in età pediatrica poiché il bambino o l’adolescente sono dotati di un apparato legamentoso e muscolare ancora in via di sviluppo quindi nel complesso più lasso rispetto a quello di un adulto.

Piedi cavi, Osteopatia Genova

Quindi nella maggioranza dei casi il piattismo dell’età pediatrica è fisiologico e non costituisce un vero problema, frequentemente scompare con la crescita.

Naturalmente in alcuni casi è necessario intervenire; soprattutto quando il giovane Paziente riferisce sintomatologie dolorose all’arto inferiore o al rachide.

Ma anche in questi casi è necessario capire che un piede piatto non è mai la causa diretta del problema; può essere presente ma rappresenta piuttosto la catena terminale della disfunzione, non la sua origine.

Per questo è completamente inutile un intervento diretto alla pianta del piede, fosse anche una banale soletta ortopedica.

In casi del genere è necessario svolgere una revisione osteopatica generale di tutta l’impalcature osteo articolare e muscolo fasciale al fine di riequilibrare globalmente la dinamica dell’individuo.

Una revisione osteopatica è assolutamente da considerarsi un intervento di prima scelta sul Paziente in età pediatrica poiché l'Osteopatia riesce a correggere il problema all’origine e non si limita a trattare il sintomo.

Inoltre l'intervento osteopatico non è invasivo e non è pericoloso.

Osteopatia e piede cavo

Il piede cavo, contrariamente a quello piatto, si riscontra con maggior frequenza nel Paziente adulto.

Nell’adulto, come anche nel bambino, il cavismo è sempre l’espressione di una disfunzione alta quindi, anche in questo caso, è necessario revisionare l’intero apparato locomotore.

Anche nell’adulto è possibile correggere un atteggiamento in cavismo, a patto naturalmente che non sia un adattamento strutturato o congenito. Le correzioni dell’arco plantare avvengono anzi con una certa frequenza anche se in tempi relativamente lunghi.

L’Osteopatia è assolutamente indicata quindi anche per l’adulto in caso di problemi della pianta del piede, ha un’altissima percentuale di successo e dà risultati stabili nel tempo.

Casi reali

Piedi piatti 1, Osteopatia Genova

Riporto il caso di un Paziente di 35 anni recante una lombalgia cronica con associato un cavismo bilaterale. Per anni i piedi cavi sono stati ritenuti la causa del suo mal di schiena e trattati con solette correttive.

Ho trattato il Paziente per diversi mesi poiché, pur presentando un sintomo comune e quasi banale, era vittima di una situazione dinamica in realtà molto compromessa.

Le sedute di trattamento si sono man mano diradate nel corso del tempo poiché ad ogni controllo la situazione globale si presentava sempre più fisiologica; dopo quasi un anno il Paziente poteva considerarsi ristabilito.

A titolo dimostrativo riporto la sequenza di alcune immagini podoscopiche relative al suddetto Paziente a partire dall’inizio del rapporto fino alle ultime sedute. Le immagini sono in ordine cronologico dall'alto verso il basso.

Come si può osservare nel corso dei mesi la pianta del piede ha ritrovato il proprio appoggio fisiologico e il Paziente ha riacquistato uno stato di salute globale eccellente, in tutti i sensi.

Nel caso del suddetto Paziente le disfunzioni primarie erano localizzare a livello mascellare, cioè a livello del palato osseo. Vi erano poi disfunzioni localizzate lungo la colonna vertebrale e sul muscolo ileo psoas di destra che si trovava in un forte stato di contrattura; inoltre vi era un coinvolgimento del diaframma, il muscolo della respirazione, che contrae rapporti importanti con la colonna vertebrale lombare.

Quindi il problema partiva da molto in alto e a livello dell’arto inferiore e del piede non erano presenti problemi primari e, per la verità, neanche secondari.

Questo spiega l’insuccesso terapeutico basato sul tentativo di correggere il cavismo e guarire la lombalgia mediante l’uso di plantari ortopedici.

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