Il dito a scatto

dito a scatto osteopatia Genova

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Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta il dito a scatto.

Il dito a scatto rappresenta un fenomeno piuttosto diffuso da un punto di vista epidemiologico e relativamente fastidioso.

Il dito a scatto spesso ha un'origine osteopatica quindi una revisione osteopatica è fortemente consigliata in caso di dito a scatto.

Osteopatia e dito a scatto

Il meccanismo alla base di tale disturbo è denominato tenosinovite stenosante.

Si tratta cioè di un’infiammazione della guaina tendinea del tendine flessore di un dito della mano con conseguente formazione di un nodulo a livello di quel tendine.

Dito a scatto, Osteopatia Genova

L’infiammazione della guaina e al tempo stesso la presenza di un nodulo tendineo pregiudicano la possibilità di scorrimento del tendine nella propria guaina.

Si instaura pertanto un disagio meccanico che si manifesta inizialmente con una sensazione di crepitio durante il movimento, in fasi più avanzate con un impedimento vero e proprio allo scorrimento.

Se le dimensioni del nodulo non sono eccessive, con un impegno muscolare maggiore il dito può essere flesso ugualmente ma il passaggio brusco del nodulo attraverso la puleggia del tendine provoca un avanzamento a scatto del tendine flessore.

Frequentemente l’insorgenza di un dito a scatto può avere una base meccanica.

Un’alterazione dinamica delle articolazioni dell’arto superiore può portare i tendini delle dita a lavorare secondo assi non fisiologici, costringendo alcune strutture a sforzi eccessivi a discapito di altre.

Un dito a scatto può essere tuttavia anche l'espressione di un disagio del sistema neuro-vegetativo cioè di quella parte di Sistema nervoso che regola le funzioni involontarie.

Tra esse per esempio la dimensione del calibro dei vasi, la sudorazione, il trofismo dei tessuti, l’idratazione, la distribuzione del calore corporeo e molte altre.

L’Osteopata interviene riequilibrando sia la funzionalità meccanica che quella neuro-vegetativa.

Peraltro il dito a scatto è un fenomeno piuttosto dinamico; cioè è facile osservare come tale disturbo possa permanere per mesi e poi regredire autonomamente senza alcun intervento.

In realtà in questi casi, nonostante la regressione del sintomo, il quadro osteopatico alla base resta attivo e nuove formazioni nodulari tendono a formarsi in tempi successivi, magari in posizioni diverse dalle precedenti, seguendo poi lo stesso andamento.

Pazienti del genere di solito presentano dita a scatto in maniera cronica.

La soluzione proposta e attuata dall’Osteopatia si basa su un riequilibrio globale del Paziente a partire dai focolai lesionali primari.

Casi reali

Riporto il caso di un impiegato recante un problema di dito a scatto relativo al pollice destro.

Questo Paziente in passato era già stato operato per un problema analogo ad un dito della mano controlaterale.

All’esame osteopatico il Paziente presentava un alto livello di compressione cranica con una dinamica alterata a livello dell’osso zigomatico destro e della sutura temporo-zigomatica destra.

Erano presenti altre restrizioni a livello dell’ulna destra e della quinta vertebra dorsale adattata in rotazione e inclinazione verso sinistra.

Per inciso, le dita della mano non presentavano alcuna lesione primaria.

Ho trattato questo Paziente per diversi mesi e ne ho seguito l’andamento anche in tempi successivi.

Posso considerare di avere risolto il problema in maniera stabile senza bisogno di ulteriori interventi.

In realtà in questi casi una possibilità di intervento locale, anche non osteopatico, non è esclusa ma è perfettamente inutile porre rimedio ad un effetto senza prima intervenire sulle possibili cause che l’hanno generato.

Pertanto, in caso di dito a scatto, una revisione osteopatica è assolutamente consigliata.

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