Mal di schiena e lombalgia

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Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta il mal di schiena o lombalgia.

Il mal di schiena o, più correttamente, la lombalgia, comunemente detta colpo della strega in caso di insorgenza acuta, costituisce il motivo di consultazione più comune in uno studio osteopatico.

Questo perché quasi tutte le forme di lombalgia sono risolvibili stabilmente con l'Osteopatia: per un problema di mal di schiena l'Osteopatia è considerata senza dubbio una terapia di prima scelta.

La percentuale di successo è altissima.

Segni e sintomi

Il mal di schiena presenta una moltitudine di varianti sulla base della localizzazione, della fequenza, dell’intensità o della forma di espressione:

Il disco intervertebrale lombare
Mancini-Morlacchi, Clinica ortopedica
Piccin, pag.130
  • Localizzato in un punto e molto intenso (tipo "pugnale nella schiena")
  • A bassa intensità ma sordo e continuo su tutta la fascia lombare
  • Soprattutto al mattino e si riduce quando ci si mette in moto
  • Si esprime solo con determinati movimenti
  • Compare quando si sta seduti tanto tempo
  • Si manifesta quando si sta in piedi per tempi prolungati
  • Persistente sia da sdraiati che da seduti

Queste le casistiche più frequenti.

Da un punto di vista funzionale tutte queste espressioni sintomatiche sono per lo più riconducibili a due schemi disfunzionali di base entrambi correggibili con l’Osteopatia: meccanico e emodinamico.

Mal di schiena su base meccanica

Molte lombalgie si sviluppano a partire da una base meccanica: questo significa semplicemente che qualche elemento (può essere un osso, un’articolazione, un muscolo, una fascia, ecc.) si è bloccato e le parti circostanti devono adattarsi a questa situazione.

In questo modo si creano forme di compenso come contratture muscolari, limitazioni articolari, infiammazioni, compressioni discali che spesso si esprimono con sintomi dolorosi.

L’osso sacro, le ossa iliache e le vertebre lombari sono le parti coinvolte più frequentemente.

I disagi meccanici si manifestano con dolori sotto sforzo o semplicemente durante lo svolgimento dei movimenti; inoltre il Paziente si sente stanco a fine giornata e trova conforto riposandosi a letto.

Un disagio meccanico mantenuto per lungo tempo può provocare problemi cronico degenerativi poiché una parte che lavora male tende a logorarsi (artrosi, ernie discali, ecc.) o a sviluppare adattamenti cronici (osteofiti, sclerosi delle superfici articolari, scoliosi, ecc.).

Mal di schiena su base emodinamica

Altre volte la lombalgia ha una base emodinamica.

In questo caso le disfunzioni osteopatiche, invece di "bloccare meccanicamente delle parti", vanno a comprimere i grossi vasi venosi impedendo quindi al sangue di tornare verso il cuore.

Si manifesta pertanto una difficoltà di ritorno venoso che provoca raccolte di sangue in periferia e soprattutto in prossimità dei forami di coniugazione, i fori tra le vertebre da cui escono i nervi.

La pressione che si genera preme le radici nervose e il Paziente percepisce sintomi dolorosi locali e nei territori di innervazione dei nervi coinvolti.

Il disagio emodinamico provoca lombalgie che si manifestano da fermi, da seduti o da sdraiati e tipicamente al mattino appena svegli. L’immobilità notturna infatti è responsabile di un accumulo ematico che si scarica via via col movimento e poi tende a scomparire nel corso delle prime ore della mattinata.

Osteopatia e mal di schiena

Spesso i problemi emodinamico e meccanico coesistono: quasi tutti i casi di lombalgia in realtà sono espressioni di un quadro misto con la preponderanza di uno dei due aspetti.

A volte possono intervenire altre cause come traumi accidentali, sforzi eccessivi, condizioni ambientali malsane, reti o materassi non idonei, condizioni lavorative difficoltose, sovrappeso e quant’altro.

In generale però queste situazioni creano disagio quando alla base è già presente uno scompenso.

Un individuo in perfetto equilibrio infatti riesce a fronteggiare bene situazioni come quelle descritte sopra e difficilmente avrà problemi di mal di schiena.

Al contrario quando è presente un disagio, sia meccanico che emodinamico, tutto diventa un problema: stiamo male in qualsiasi situazione e a maggior ragione in condizioni sfavorevoli.

A volte la disfunzione è silente: ci sembra di stare bene, poi ci chiniamo per raccogliere una matita e ci viene il colpo della strega!

In questi casi lo schema disfunzionale era già pronto da tempo, aspettava solo il momento buono per scatenarsi.

Per quanto riguarda il sovrappeso posso limitarmi ad affermare che moltissimi Pazienti trattati per il mal di schiena non sono affatto in sovrappeso.

Questo non significa che il peso corporeo non debba essere tenuto sotto controllo, il sovrappeso resta comunque un fattore di rischio per molte patologie; tuttavia nella mia esperienza posso affermare che il sovrappeso non è causa prioritaria di lombalgia.

In conclusione il mal di schiena, in una percentuale altissima, è principalmente dovuto ad uno squilibrio osteopatico globale.

Tale squilibrio può essere corretto stabilmente con le tecniche osteopatiche quindi per problemi di mal di schiena l’Osteopatia è assolutamente efficace.

Esiste poi la possibilità che il dolore si irradi agli arti inferiori: in questo caso si ha una lombosciatalgia, o sciatica, magari aggravata da un’ernia del disco; queste affezioni sono sempre trattabili con l’Osteopatia ma meritano una trattazione a parte (vedi lombosciatalgia e ernia del disco).

Casi reali

La lombalgia costituisce uno dei motivi di consultazione più frequenti in uno studio di Osteopatia.

A titolo di esempio riporto il caso di un idraulico di 39 anni affetto da lombalgia cronica da lui attribuita alle prolungate posture forzate in ambito lavorativo.

In realtà all’esame osteopatico presentava il sacro in anteriorità unilaterale mantenuto da una disfunzione dell’arcata zigomatica ipsilaterale; in via secondaria era anche presente una rotazione di L4.

Ridotte le disfunzioni zigomatica e vertebrale il sacro si è sbloccato di conseguenza e il dolore è scomparso nel giro di pochi giorni.

Il Paziente è stato rivisto a distanza di una decina di giorni ed era completamente ristabilito. Il problema era presente da mesi.

Casi del genere non sono infrequenti.

Purtroppo spesso accade che un quadro osteopatico venga mantenuto per lungo tempo e provochi adattamenti importanti che non è facile correggere. Una deformazione delle vertebre a cuneo o una spondilolistesi per esempio sono fenomeni non più correggibili manualmente.

Tuttavia anche in questi casi esiste sempre una possibilità di recupero, naturalmente non del cento per cento, ma in grado di portare sollievo al Paziente.

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