La fibromialgia

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Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta la fibromialgia.

La fibromialgia è un’affezione reumatica che colpisce i muscoli e i tessuti connettivi causando un aumento di dolore e rigidità.

In moltissimi casi la fibromialgia ha una componente osteopatica e quindi la fibromialgia è trattabile e risolvibile con l’Osteopatia.

La percentuale di successo è molto alta: col trattamento osteopatico si ha una notevole diminuzione dei sintomi e molto spesso una risoluzione completa del problema.

Segni e sintomi

La fibromialgia è principalmente caratterizzata da:

  • Dolore: può essere localizzato in particolari distretti (collo, spalle, schiena, gambe) ma in realtà la caratteristica principale della fibromialgia è quella di portare dolore in tutto il corpo, letteralmente dalla testa ai piedi.
  • Rigidità: la fibromialgia porta spesso rigidità muscolare e senso di impedimento nei movimenti.
  • Stanchezza: un’altra caratteristica della fibromialgia è quella di portare un senso di stanchezza e faticabilità generale. Appena alzati da letto ci si sente già stanchi!
  • Negatività agli esami di laboratorio: nella fibromialgia gli esami di laboratorio molto spesso sono normali. Il Paziente sembra essere "sano".

Esistono poi altri sintomi collaterali come vertigini, frequenti episodi di cefalea, disturbi del sonno, formicolii e alterazioni della sensibilità, per citare i principali.

Questi sintomi collaterali possono essere presenti singolarmente o in maniera associata e si verificano un po’ meno frequentemente.

Osteopatia e fibromialgia

La fibromialgia in realtà non è una vera malattia nel senso comune del termine, ma uno stato di malessere generale caratterizzato da dolore, rigidità e stanchezza.

Inoltre molto spesso gli esami di laboratorio sono in ordine per cui è anche difficile individuare una vera causa all’origine del problema.

Per quanto è possibile osservare in moltissime situazioni la fibromialgia ha una base osteopatica.

In moltissime situazioni infatti le espressioni sintomatiche di dolorabilità e rigidità generale sono semplicemente il risultato di uno scompenso funzionale generale protratto per lungo tempo.

In altri termini il Paziente presenta disfunzioni osteopatiche diffuse in tutto il corpo e mantenute per anni; si trova completamente bloccato da un punto di vista meccanico e emodinamico.

Questa situazione è difficilmente compensabile, soprattutto andando avanti con l’età, e porta inevitabilmente a un senso di malessere generale.

In questi casi l’Osteopatia è assolutamente efficace e risolutiva.

La fibromialgia di fatto viene trattata al pari di qualsiasi altro problema osteopatico: è necessario individuare le disfunzioni primarie e correggerle.

La difficoltà, in questi casi, è legata al fatto che chi soffre di fibromialgia normalmente presenta quadri disfunzionali molto strutturati e presenti da anni: la risoluzione richiede tempo.

Questo non deve costituire motivo di scoraggiamento da parte del Paziente.

Al contrario è necessario capire che, se una disorganizzazione funzionale è in atto, è assolutamente prioritario inrtraprendere al più presto un percorso di riequilibrio.

Casi reali

A titolo di esempio riporto il caso di una casalinga di 61 anni affetta da diversi anni da dolori cronici in tutti i distretti corporei, ultimamente concentrati soprattutto su collo e braccia con associato formicolio soprattutto alla mano destra.

Il tutto era iniziato con un trauma anni prima: la Paziente aveva subito un colpo di frusta a cui era seguito un episodio febbrile piuttosto violento durato qualche giorno.

Trascorso questo episodio la Paziente sembrava essere ristabilita ma, nel corso dei mesi successivi, dolori diffusi in tutto il corpo hanno cominciato a manifestarsi in maniera sempre più frequente e con intensità sempre maggiore.

La Paziente è stata sottoposta a innumerevoli esami diagnostici di tipo radiografico, ematochimico, ecografico e neurofisiologico.

Sono emersi segni di sofferenza a livello scheletrico e articolare, un’importante rettilineizzazione della lordosi cervicale, artrosi diffusa, una lieve sclerosi dei tetti acetabolari ma il quadro complessivo non ha mai destato particolari sospetti: i test ematochimici sono risultati sempre prevalentemente nei limiti della norma.

Inizialmente il problema era stato classificato come cervicalgia o cervicobrachialgia; successivamente il dolore si è spostato anche a livello lombare e sulle gambe fino a creare una situazione di disagio generale piuttosto pesante.

La diagnosi di fibromialgia è arrivata in tempi relativamente recenti ma di fatto il problema era in atto già da anni.

I rimedi proposti a partire dalla diagnosi di fibromialgia erano già noti alla Paziente in quanto negli anni precedenti ne aveva già usufruito con scarsi risultati.

Per questo motivo la Paziente ha cercato una via alternativa alla terapia sintomatica.

All’esame osteopatico questa Paziente presentava soprattutto una forte compressione alla base del cranio e una notevole sofferenza funzionale dei sistemi profondi.

Il cranio presentava una consistenza piuttosto dura e l’osso sacro una disfunzione di anteriorità sul lato destro con un compenso iliaco dallo stesso lato.

A partire da questa grossa disfunzione di tipo cranio sacrale seguivano adattamenti periferici di tipo secondario e soprattutto una forte disorganizzazione mio fasciale a livello cervicale e del cingolo scapolare.

Il trattamento si è sviluppato in poche sedute diluite nel corso di 3/4 mesi durante i quali il quadro disfunzionale è stato corretto in maniera stabile.

A distanza di 6 mesi la sintomatologia generale ha avuto un miglioramento sensibile della situazione con una variazione in positivo sia sull’intensità dei sintomi che sulla frequenza.

In particolare la Paziente ha avuto una notevole riduzione della rigidità generale, un miglioramento della mobilità articolare, una sensibile diminuzione del dolore e la completa scomparsa del formicolio alla mano.

Nei mesi successivi la situazione ha avuto ancora qualche sviluppo in senso positivo fino a una risoluzione completa.

Un periodo di 6 mesi può sembrare lungo ma bisogna considerare che il problema era in atto da anni: rivista a distanza la Paziente ha riferito di non avere avuto più alcun tipo di sintomo né ricadute o recidive.

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