L'ernia iatale

ernia iatale osteopatia Genova

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Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta l'ernia iatale.

L’ernia iatale è un problema piuttosto diffuso, secondo le statistiche interessa fino al 60% della popolazione.

L'ernia iatale è ha sempre un'origine osteopatica per cui il trattamento osteopatico è assolutamente utile e indicato.

La percentuale di successo terapeutico dipende da quanto tempo è in atto il problema e dal livello di gravità.

Segni e sintomi

Per ernia iatale si intende lo spostamento di una porzione di stomaco dalla cavità addominale alla cavità toracica.

Il torace e l’addome sono separati da un muscolo largo chiamato diaframma; il diaframma presenta un foro, lo iato esofageo, attraverso cui passa l’esofago (fatto a tubo) che scende nell’addome dove si allarga per trasformarsi in stomaco (fatto a sacco).

Ernia iatale, Osteopatia Genova
L'ernia iatale
Dioguardi-Sanna, Moderni aspetti di Semeiotica Medica, SEU, pag.89

Lo iato esofageo normalmente si stringe e chiude lo stomaco in alto impedendo al cibo di fuoriuscire.

A volte però l’esofago tende ad accorciarsi trazionando verso l’alto una parte di stomaco in direzione del torace; la parte di stomaco che risale passa attraverso lo iato esofageo allargandolo.

In queste condizioni lo iato esofageo non riesce più a stringersi e quindi non riesce più a chiudere lo stomaco.

A questo punto il cibo e i succhi gastrici acidi contenuti nello stomaco fuoriescono e risalgono verso l’alto, specie quando la persona è sdraiata o quando "si spreme" per compiere degli sforzi.

In altri termini si ha un reflusso gastro esofageo, cioè un reflusso di materiale dalla zona gastrica in direzione dell’esofago.

Il problema è che il contenuto dello stomaco è notevolmente acido e questa acidità, inoffensiva nello stomaco foderato internamente da una parete acido resistente, risulta fortemente corrosiva all’interno dell’esofago, in gola e anche in bocca, cioè nelle parti non protette contro gli acidi.

Il risultato di tutto questo è l’insorgenza di bruciore nel petto e di bruciore in gola, soprattutto al mattino, o comunque sensazione continua di reflusso, specie in particolari condizioni, a volte è sufficiente chinarsi per allacciarsi le scarpe.

I rimedi contro questa classe di disturbi sono essenzialmente basati su terapie anti acido, cioè su terapie che, non potendo impedire il reflusso, cercano per lo meno di annullare il livello di acidità del contenuto gastrico in modo che non rovini i tessuti con cui entra in contatto.

L’Osteopatia propone qualcosa di più.

Osteopatia e ernia iatale

Dal momento che la risalita dello stomaco dipende essenzialmente da una trazione anomala verso l’alto da parte dell’esofago, per affrontare il problema in maniera efficace è necessario prima di tutto eliminare queste tensioni muscolo fasciali.

L’Osteopatia dispone di tecniche in grado di eseguire questo tipo di correzione.

Bisogna tuttavia considerare che, nonostante l'intervento funzionale sia indispensabile in caso di ernia iatale, molto spesso è difficile arrivare ad una soluzione completa del problema.

Questo perché lo sviluppo di una situazione del genere richiede anni: solitamente le forze in gioco sono minime e, passando inosservate, lavorano nel tempo producendo adattamenti a volte anche importanti.

Reflusso gastro esofageo, Osteopatia Genova

Per questo un’ernia iatale anche minima è senza dubbio il risultato di una situazione compromessa da parecchio tempo.

E nelle situazioni costruite in tempi lunghi molto spesso accanto alla disfunzione osteopatica di base sono presenti, inevitabilmente, anche adattamenti organici dei tessuti.

Per esempio un muscolo contratto da anni in parte perde la capacità di ri-allungarsi anche se viene stirato al massimo poiché nel frattempo si sono ridotte le componenti elastiche delle fasce ed è cambiato il metabolismo interno della stessa fibra.

Quindi un ritorno completo e totale alla situazione di partenza a volte non è possibile anche se, naturalmente, bisogna vagliare caso per caso.

Ad ogni modo la presenza di un’ernia iatale rivela un forte squilibrio funzionale in atto, è indice del fatto che il "sistema organismo" si trova globalmente e da parecchio tempo in una situazione di grande difficoltà.

L’origine dell’ernia iatale è sempre funzionale, cioè osteopatica; dipende "semplicemente" dal fatto che forze anomale trazionano lo stomaco verso l’alto.

Quindi la prima cosa da fare senz’altro è quella di riequilibrare la situazione dinamica dei visceri e delle parti strutturali immediatamente connesse, specie il tratto cervicale basso tra C4 e C7 (non a caso principale sede di ernie cervicali!).

I risultati che è possibile perseguire dipendono dalla situazione di partenza; ma anche quando un ritorno alla completa normalità non è più possibile, arrestare il problema funzionale in atto è comunque necessario.

Anche nel caso in cui una terapia farmacologica di supporto non possa essere completamente eliminata, è comunque fondamentale capire che un riequilibrio funzionale del diaframma e dei visceri coinvolti è necessario ad arrestare e contenere il problema.

Se la causa del problema non viene rimossa, nel corso del tempo i sintomi tenderanno comunque ad aggravarsi. E la quantità di farmaci che possiamo assumere non è infinita.

Il lavoro osteopatico sull’ernia iatale si sviluppa sempre su tempi lunghi; questo non significa che sono necessarie tante sedute: spesso sono sufficienti anche poche sedute ma diradate nel tempo.

In alcuni casi (purtroppo rari) si è arrivati a risoluzioni complete di ogni sintomatologia.

Più frequentemente e più realisticamente il lavoro osteopatico contribuisce a ridurre la terapia farmacologica e soprattutto a impedire la progressione del disturbo.

Quindi in caso di ernia iatale e reflusso gastro esofageo una revisione osteopatica è assolutamente utile e necessaria.

Casi reali

Riporto il caso di una Paziente di 36 anni presentatasi per una cervicalgia.

In fase di colloquio emerse che le era stata diagnosticata un’ernia iatale da scivolamento che le procurava gastrite e bruciore in gola al mattino.

Pertanto il dolore al collo e alle spalle era associato a detti sintomi.

All’esame osteopatico presentava una restrizione importante a livello palatino a sinistra e una lesione di superiorità del secondo osso metatarsale sempre a sinistra.

Quindi due lesioni primarie, una a livello del palato e una a livello del piede, con un importante compenso sacro-iliaco e diaframmatico.

Corrette le lesioni e riequilibrata la dinamica del diaframma il dolore al collo e il bruciore gastro-esofageo sono regrediti nell’arco di una decina di giorni. Inoltre, in seguito al trattamento osteopatico, la Paziente ha riferito una sensazione di scioltezza articolare globale.

Risentita a distanza di un mese ha riferito di aver continuato a mantenere il benessere acquisito.

Come anche per altri problemi di natura osteopatica, la sintomatologia e le funzioni generali della persona subiscono sensibili variazioni in positivo in tempi piuttosto brevi.

Non altrettanto rapida è la correzione della dinamica di un organo o il ripristino di una funzione, specie quando il problema è in atto da molto tempo. Talvolta un recupero del cento per cento non è più possibile.

Un’ernia iatale, anche di Tipo 1 (la forma più semplice), è un adattamento che richiede molto tempo per organizzarsi; cioè le strutture sottodiaframmatiche e l’esofago devono essere sottoposte a tensioni per anni prima di configurare il proprio assetto dinamico in una maniera non fisiologica.

Tuttavia sulla base di un riequilibrio globale è lecito pensare che anche una funzione compromessa da anni possa avere margini di recupero, per quanto risulti difficile quantificare l’entità del recupero e il tempo necessario.

In ogni caso il riequilibrio globale della persona è assolutamente indispensabile per ritrovare uno stato di buona salute e questo vale per qualsiasi problema a qualunque livello.

L’Osteopatia lavora proprio in questa direzione.

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