Le distorsioni

Osteopatia Genova

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Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta gli esiti di distorsione.

Le distorsioni articolari sono eventualità molto frequenti e coinvolgono tutte le fasce della popolazione ma hanno un’incidenza maggiore tra gli sportivi a causa della loro natura prevalentemente meccanica.

Le distorsioni provocano sempre disguidi meccanici e questi problemi sono risolvibili stabilmente dall'Osteopatia.

L'Osteopatia tratta con successo gli esiti di distorsione.

Osteopatia e distorsioni

In caso di distorsione le articolazioni più colpite in assoluto sono le caviglie ma molto spesso anche ginocchia, gomiti, polsi e dita, specie delle mani.

Distorsione, Osteopatia Genova
La distorsione della caviglia
Mancini-Morlacchi, Clinica ortopedica
Piccin, pag.327

L’Osteopatia è utilissima per questo genere di problemi poiché possiede una grande quantità di soluzioni tecniche per riequilibrare la corretta mobilità articolare, a tutti i livelli.

Generalmente una distorsione nell’immediato provoca un’infiammazione locale che si esprime con dolore, gonfiore e riduzione della mobilità.

In questa fase ogni possibilità di intervento è praticamente impossibile, è necessario attendere che la parte traumatizzata risulti accessibile, che la si possa toccare senza provocare dolore.

Una volta usciti dalla fase acuta generalmente la persona riprende la propria attività senza problemi.

In un certo numero di casi però continuano a persistere problemi: in questi casi è necessario intervenire.

Spesso succede infatti che una distorsione inneschi vere e proprie disfunzioni di mobilità, cioè disfunzioni osteopatiche: cioè provochi limitazioni nella mobilità delle articolazioni coinvolte.

Anzi i traumi distorsivi sono tra le principali cause di disfunzione osteopatica.

Il meccanismo del resto è molto semplice: se un’articolazione viene forzata in una direzione può capitare che si "incastri" in quella posizione e non riesca a tornare più nella posizione originaria.

A questo punto la periferia circostante necessariamente si adatta a questo disagio.

Le conseguenze dipendono dall’articolazione coinvolta, dall’entità del trauma, dalla via che segue la catena disfunzionale e dalla presenza o meno di altre disfunzioni in atto. Insomma bisogna valutare caso per caso.

La cosa importante da capire è che la distorsione di un’articolazione, al di là del dolore immediato che si esprime localmente, può in seguito provocare problemi anche a distanza.

Per esempio una caviglia può, attraverso le connessioni fasciali in salita, arrivare a provocare un dolore cervicale; per chi non è abituato a ragionare in termini osteopatici questo può sembrare un po’ strano ma eventualità del genere sono assolutamente all’ordine del giorno, non si tratta di "teorie osteopatiche".

Quindi in caso di distorsioni l'Osteopatia è molto utile e una revisione osteopatica è assolutamente consigliabile; in caso di traumi distorsivi l’Osteopatia costituisce un rimedio di prima scelta.

Casi reali

Riporto due casi a mio parere estremamente significativi.

Il primo caso riguarda una Paziente di 65 anni recante una distorsione al secondo dito della mano destra, a livello dell’articolazione interfalangea prossimale.

Distorsione 1, Osteopatia Genova

La Paziente, dopo essersi chiusa il dito nella porta di casa, continuava a lamentare dolore localmente e non riusciva più né a estendere né a flettere il dito. Il dito presentava inoltre un leggero gonfiore ma radiograficamente appariva integro.

All’esame osteopatico presentava uno slittamento laterale della seconda falange rispetto alla prima: effettuata la correzione con tecnica diretta, l’articolazione ha ripreso immediatamente a funzionare.

In questo caso l’evento traumatico è stato senza dubbio la causa della disfunzione osteopatica.

Il secondo caso riguarda una giovane calciatrice recante una distorsione alla caviglia destra. In realtà una distorsione recidivante e sempre dallo stesso lato.

All’esame osteopatico presentava l’osso mascellare sinistro in rotazione interna con una dinamica craniale in torsione destra; inoltre il primo osso metatarsale destro in disfunzione di superiorità.

A differenza del primo caso, qui il quadro osteopatico di base non è stato causato dalla distorsione ma era presente in precedenza.

Anzi l’ipotesi più probabile è che una disorganizzazione meccanica acquisita anni prima fosse in realtà la causa primaria di un appoggio plantare non fisiologico; questo giustificherebbe l’alta incidenza di distorsioni sempre sulla stessa articolazione.

In effetti la Paziente ha riferito di avere subito un’estrazione dentale anni addietro proprio sul lato sinistro: questo quasi sicuramente ha innescato una catena lesionale discendente che, a partire dall’osso mascellare, è arrivata attraverso le fasce a perturbare la meccanica del piede destro.

Corrette le disfunzioni il dolore si è ridotto piuttosto rapidamente.

La mobilità al contrario ha richiesto un tempo maggiore per il recupero poiché una struttura soggetta a traumi ripetuti solitamente sviluppa adattamenti organici locali piuttosto importanti se non addirittura lesioni permanenti di alcune parti, una per tutte il legamento peroneo astragalico anteriore (PAA) che si trova spesso danneggiato.

In caso di compromissione importante delle strutture, terapie locali possono essere utili ma non possono comunque prescindere da una revisione globale della meccanica scheletrica poiché se non si risolve la causa per cui le parti si sono danneggiate è perfettamente inutile ripararle: il disagio continuerà a riproporsi.

La correzione osteopatica pertanto, non solo inteviene sul problema contingente, ma mette anche al riparo da recidive e da possibili sviluppi in senso cronico-degenerativo.

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