Il dolore all'anca

dolore anca osteopatia Genova

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Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi tratta il dolore all'anca e più in generale i problemi dell'anca come coxalgia, coxartrosi e molto altro.

L’articolazione coxo femorale o articolazione dell’anca è la più grande articolazione del corpo umano e senz’altro una delle più importanti sotto il profilo funzionale in quanto consente sia il mantenimento della stazione eretta che la deambulazione.

I problemi dell’anca sono pertanto estremamente invalidanti poiché compromettono la possibilità di spostarsi autonomamente limitando in maniera drastica l’autonomia della persona o riducendone le possibilità motorie e lavorative.

I problemi dell'anca hanno tutti una base meccanica quindi nell'Osteopatia trovano una soluzione stabile.

L'Osteopatia è considerata terapia di prima scelta per un problema di anca: il successo terapeutico è statisticamente molto elevato.

Segni e sintomi

I problemi dell'anca che vengono riferiti più frequentemente sono:

Anca, Osteopatia Genova
L'articolazione dell'anca
Testut-Latarget, Anatomia Umana
UTET, Vol.I, pag.631
  • Dolore all'anca o coxalgia
  • Dolore sul gluteo
  • Dolore sull'inguine
  • Dolore notturno o da fermo: i dolori notturni influenzano anche la qualità del sonno con gravi ripercussioni sul benessere generale del Paziente
  • Dolore sotto sforzo: può essere molto invalidante e compromettere la possibilità di lavorare.
  • Coxartrosi e sclerosi dei tetti acetabolari: le patologie degenerative dell'anca sono refertate piuttosto frequentemente e costituiscono un problema piuttosto invalidante.

I problemi dell’anca sono considerati generalmente gravi e rappresentano pertanto un motivo di consultazione molto frequente in uno studio osteopatico.

Osteopatia e dolore all'anca

In caso di dolore all'anca, volendo porre un rimedio serio, efficace e stabile, è necessario lavorare non solo sull’anca in maniera diretta ma anche e soprattutto sulla sua periferia, a cui è legata anatomicamente in maniera molto stretta.

Inoltre bisogna considerare che il dolore all’anca dipende in larghissima misura da disfunzioni meccaniche qundi una revisione della dinamica articolare è assolutamente indispensabile e molto spesso risolutiva.

Dal punto di vista osteopatico in primo luogo si ispeziona l’anca per verificare la presenza di disfunzioni primarie.

Molto spesso però l’anca in sé non presenta disfunzioni osteopatiche primarie quindi è necessario controllare la periferia dell’articolazione.

Attenzione: il fatto che l’anca non presenti disfunzioni primarie non significa che sia sana, ma significa che la causa primaria dei suoi problemi è localizzata fuori dalla stessa articolazione!

Le parti coinvolte più frequentemente sono:

  • Osso sacro: innanzitutto bisogna considerare le disfunzioni meccaniche dell’osso sacro poiché dall’osso sacro origina il muscolo piriforme che si inserisce sul femore in prossimità dell’articolazione dell’anca.
  • Una disfunzione dell’osso sacro quindi, attraverso l’intermediazione del muscolo piriforme, crea un disagio meccanico sull’anca in maniera diretta. Inoltre una contrattura del piriforme dà un dolore al centro del gluteo solitamente piuttosto acuto (tipo pugnalata) e può irritare anche il nervo sciatico (vedi sindrome del piriforme).
  • Bisogna considerare che l’osso sacro è soggetto a disfunzioni cranio sacrali; quindi potrebbe essere portato in disfunzione da un problema a livello del cranio.
  • Quindi una disfunzione della base del cranio può portare problemi ad un’anca. Per chi non è abituato a ragionare in termini osteopatici ciò può suonare strano ma in realtà è quello che si riscontra quotidianamente in uno studio di Osteopatia. E, in un caso del genere, se non si lavora sul cranio non si riesce a risolvere il problema dell’anca!
  • Muscolo ileo psoas: questo muscolo origina dal rachide lombare e si inserisce sul femore in prossimità dell’articolazione dell'anca.
  • Una disfunzione lombare quindi può dare origine ad una contrattura di questo muscolo che solitamente si esprime con un dolore inguinale.
  • Le contratture muscolari generalmente conferiscono alla testa del femore una componente di compressione verso l’alto, verso il tetto dell’acetabolo il quale, per reazione, tende a calcificarsi e a rinforzarsi.
  • Radiograficamente questo ispessimento è diagnosticato come sclerosi del tetto acetabolare. La sclerosi dei tetti acetabolari pertanto è il risultato di un disagio meccanico dell’articolazione dell’anca.
  • In questo caso l’Osteopatia è in grado di risolvere il problema meccanico dell’anca con tecniche mirate a riequilibrare la zona lombare, il bacino e i muscoli, soprattutto il gruppo degli extrarotatori.
  • La presenza di una sclerosi dei tetti acetabolari indica semplicemente che lo stress meccanico è in atto da molto tempo: ma anche in questo caso l’intervento osteopatico può portare moltissimi benefici al Paziente e soprattutto limiterà notevolmente l’andamento progressivo della calcificazione sclerotica dei tetti acetabolari.
  • Catene ascendenti: a volte un problema di anca può partire dal basso, per esempio da una caviglia o da un ginocchio.
  • Cioè l’anca di per sé è sana ma è costretta a lavorare male per adattarsi ad un blocco localizzato per esempio a livello del piede. In un caso del genere naturalmente è necessario riequilibrare il piede.
  • Visceri: l’anca ha anche connessioni con i visceri del piccolo bacino (vescica, utero e retto) quindi una disfunzione viscerale o del pavimento pelvico può creare un disagio meccanico all’anca.

Si potrebbe continuare con altri esempi.

Il concetto da capire è che per affrontare e risolvere stabilmente un problema di anca è necessario lavorare diffusamente sulla periferia, a monte e a valle dell’articolazione.

L’Osteopatia lavora esattamente seguendo questo tipo di modalità.

L’alternativa è una terapia sintomatica, che impedisce di sentire il dolore; ma l’articolazione continua a lavorare male, rovinandosi o sviluppando forme di artrosi, per poi arrivare inevitabilmente a dover essere sostituita con una protesi.

È evidente che in caso di estrema compromissione anatomica l’Osteopatia non è più sufficiente, bisogna intervenire diversamente.

Ma proprio per non arrivare a questi punti una revisione osteopatica è assolutamente necessaria per un problema di anca.

L'Osteopatia è estremamente efficace contro i disagi meccanici dell'articolazione dell'anca e quindi è considerata terapia di prima scelta in caso di coxartrosi o dolore al'anca.

Casi reali

Riporto il caso di una Paziente dell’età di 63 anni affetta da dolore persistente all’anca destra con quadro conclamato di coxalgia e coxartrosi da diversi mesi; all’esame radiografico presentava artrosi di modesta entità ma, vista l’intensità del dolore, le era stato consigliato di ricorrere a terapie molto invasive.

All’esame osteopatico presentava una compressione craniale di grado elevato con una significativa restrizione a livello dell’arcata zigomatica destra; inoltre una disfunzione a livello dei legamenti vescico-pubici che procuravano un lieve prolasso della vescica.

In presenza di tali restrizioni la meccanica del bacino era inevitabilmente compromessa: era infatti presente una dinamica in torsione dell'osso sacro con un importante compenso iliaco.

In un caso del genere la funzionalità dell’anca risulta alterata e, nel corso del tempo, l’articolazione non può che andare incontro a degenerazione.

Allo scopo di porre un rimedio efficace e duraturo è perfettamente inutile intervenire con terapie specifiche per l’anca: è necessario soprattutto riequilibrare la funzionalità di tutto l’apparato locomotore a partire dai focolai lesionali principali.

Nel caso della Paziente sopra descritta è stato necessario riequilibrare la disfunzione zigomatico-temporale ma soprattutto la vescica che, attraverso le fasce locali, presenta strette connessioni con l’articolazione dell’anca.

La Paziente appena alzata dal lettino ha riportato una sensazione di leggerezza e di scioltezza articolare che è stata mantenuta anche nei giorni successivi. Rivista a distanza di dieci giorni era completamente ristabilita.

Con questo non si nega l’utilità in senso assoluto di una terapia locale: quando l’articolazione raggiunge uno stadio di degenerazione tale da comprometterne la funzione è talvolta necessario intervenire con cure mirate.

Tuttavia è bene ricordare che problemi di questa natura hanno sempre alla base un disequilibrio meccanico globale.

Tale disequilibrio dapprima si esprime con una semplice sintomatologia dolorosa e nel corso del tempo, se non viene corretto, può provocare danni organici anche irreparabili.

Quindi in casi simili un intervento osteopatico ha una grande utilità non solo per trovare sollievo immediato ma anche e soprattutto per evitare che l'articolazione possa andare incontro a problemi degenerativi.

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