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Lo Studio di Osteopatia di Paolo Saccardi si trova in Genova centro ed è raggiungibile in auto e in bus

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Che cosa è l'Osteopatia

L'Osteopatia è una terapia complementare riconosciuta dall'OMS che mira a curare e a mantenere in salute la persona.

L'Osteopatia è una metodica manuale dolce, indolore e a rischio zero e può essere praticata su tutti.

Cosa cura l'Osteopatia

mal di schiena, ernia del disco, scoliosi, cervicale, anca, fascite plantare, ginocchio, spalla, spina calcaneare, capsulite adesiva, fibromialgia, tunnel carpale, epicondilite, ernia iatale

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Sei il benvenuto!

Prima però devi verificare che l'Osteopatia sia una soluzione al tuo problema.

Da noi esiste la possibilità di effettuare una visita di controllo a COSTO ZERO proprio per capire se il tuo problema può essere risolto con l’Osteopatia.

ma forse ti stai chiedendo...

Se ho un dolore molto forte, penso sia meglio non toccare: ho paura che la manipolazione aumenti il dolore invece di ridurlo

I Pazienti generalmente pensano che, avendo un dolore forte, sia più prudente non toccare in quanto schiacciare un punto già dolente rischia di aumentare il dolore ancora di più.

Questo timore si fonda sulla falsa credenza che l'Osteopata sia una sorta di "scricchiola ossa" magari anche un po' forzuto e che impieghi tutta la sua forza per schiacciare la schiena ai Pazienti o per ruotare loro il collo fino a sentirlo scricchiolare!

Questa visione caricaturale dell'Osteopatia, anche se del tutto falsata, è purtroppo ancora diffusa e contribuisce allo sviluppo di paure completamente infondate.

Allora per ricapitolare:

  • L'Osteopatia non ha niente a che vedere con "scricchiolamenti di ossa" tanto meno sul collo
  • L'Osteopatia è totalmente indolore
  • L'Osteopatia è completamente priva di rischi

L'Osteopatia è un metodo assolutamente indolore e super sicuro, è costituita da un insieme di manovre a impatto zero e allo stesso tempo della massima efficacia.

Quindi se hai un problema è meglio che tu ti faccia trattare se vuoi risolverlo, a maggior ragione se il tuo è un problema invalidante.

Qualcuno mi chiede: ora ho troppo male, che ne dice se vengo quando sto meglio?

Io rispondo: dall'Osteopata si va quando si sta male, per far passare il male, non quando si sta bene!

Se l'Osteopatia è un metodo soft e io ho un problema importante, non sarà più utile una terapia d'urto o un intervento piuttosto che una semplice manipolazione?

Molte persone pensano che più il problema è invalidante e importante, più la terapia debba essere aggressiva o comunque di una potenza proporzionale al dolore percepito.

Il ragionamento tipico è: se ho un forte dolore che mi tormenta da mesi qualche manovra manuale sicuramente non è sufficiente, ci vuole ben altro!

Niente di più falso.

Se hai un dolore lancinante sotto un piede per colpa di una spina la soluzione non è tagliare il piede (terapia strong) ma togliere la spina (terapia soft).

L'aggressività del gesto terapeutico non ha niente a che vedere con la gravità del problema presentato.

Il successo della terapia dipende dal livello a cui agisce la terapia: più si riesce a risalire alle cause prime di un problema, più la terapia sarà efficace e indolore.

Le barriere motorie che si trovano a livello delle disfunzioni primarie non necessitano che poche centinaia di grammi per essere ridotte.

Quindi l'Osteopata agisce in maniera soft non per bontà d'animo ma perché questa è generalmente la soluzione tecnica ottimale per risolvere i problemi: tutto qua.

L'Osteopatia prevede manovre precise e mirate con impiego di minima forza perché tali manovre garantiscono il massimo risultato.

Anche se l'Osteopatia mi è utile e non presenta rischi, poi dovrò continuamente fare sedute a vita?

No.

Con l'Osteopatia non si entra mai in un meccanismo di dipendenza.

L'idea di molti è che l'Osteopatia funzioni come un massaggio o come una pillola: finito l'effetto, finito il beneficio e poi siamo punto e a capo.

In realtà non funziona così: la correzione osteopatica rimane, viene assimilata, conservata dall'organismo e dura nel tempo.

Non solo, ma lavora nel tempo e tende a consolidarsi sempre di più.

In questo modo non vi è necessità di fare molte sedute, il 90% dei problemi presentati si risolve in due o tre sedute.

Proprio perchè le correzioni vengono mantenute, non si diventa schiavi del metodo: una volta risolta la situazione la persona è libera di tornare a fare la propria vita.

Se in futuro ci sarà di nuovo bisogno, si vedrà.

A volte passano anni prima che una persona abbia di nuovo necessità di farsi vedere.

Hai ancora qualche dubbio sull'Osteopatia?

Puoi trovare altre risposte sull'Osteopatia alle sezioni:

Sotto potrai trovare domande sull'Osteopatia formulate dagli stessi Pazienti (per il rispetto della privacy ci riserviamo di utilizzare nomi di fantasia).

Invia anche tu le tue domande alla nostra redazione all'indirizzo info@paolosaccardi.it, saremo lieti di risponderti!

chiedilo all'osteopata

Ergonomia, postura e Osteopatia

07/04/2018 - Sara, 29 anni, segretaria

Salve ho 29 anni, faccio la segretaria e soffro di mal di schiena cronico. Avverto il dolore soprattutto nella parte bassa quando sto tanto seduta. Forse sto seduta male: può darmi qualche consiglio di tipo ergonomico o posturale? Grazie.

Gent. Paziente, certamente il mantenimento della posizione seduta per tanto tempo non è un atteggiamento né fisiologico né naturale.
Inoltre è vero che in molti uffici le postazioni di lavoro non sono affatto ergonomiche e non favoriscono il corretto mantenimento della postura seduta. Senza contare la presenza di eventuali condizionatori, spifferi e correnti d'aria che non contribuiscono certo al benessere.
Per cui spesso ci si trova costretti a mantenere forzatamente una postura seduta per ore in situazioni non ottimali.
Come fare per migliorare la situazione?
Il vero problema è che quando si verificano situazioni di questo tipo, cioè lombalgie o cervicalgie croniche, molto spesso il problema è che la nostra stessa struttura muscolo scheletrica è in difficoltà, e questo a prescindere dalla postazione di lavoro o dalla nostra postura.
La riprova di ciò è che, nella media statistica, cambiare sedie, aggiungere cuscini o spostare il monitor spesso e volentieri, di per sé, serve a poco.
Nel senso che è certamente utile migliorare le condizioni al contorno ma è anche vero che, se il problema di base parte da un blocco della zona lombare o di qualche sezione della colonna vertebrale, allora, nell'ottica di apportare un vero benessere alla persona, bisogna agire con tecniche specifiche per rimuovere questo genere di restrizioni.
Per quanto riguarda la postura vale lo stesso discorso: molto spesso l'idea è che stando nella "posizione giusta", i dolori passeranno.
In realtà la postura è sempre la conseguenza delle disfunzioni, non la causa.
Un esempio per tutti sono le posture antalgiche: se "sto storto" per non sentire male allora la soluzione non è auto impormi di stare dritto nella speranza che mi passi il male, ma se mai eliminare il dolore in modo da riuscire spontaneamente a stare dritto.
In generale la postura errata è il risultato di una situazione compromessa, non ne è la causa: quindi pensare di risolvere il problema partendo da correzioni di tipo ergonomico o posturale rappresenta un errore.
Bisogna necessariamente partire dall'assetto meccanico dello scheletro e delle articolazioni.
Quindi, per rispondere alla sua domanda, in caso di lombalgia la soluzione va cercata proprio nel riequilibrio dinamico dello scheletro e dei sistemi articolare e muscolo fasciale.
Miglioramenti ergonomici e/o posturali possono essere utili ma non certo sufficienti.
Questo è facilmente constatabile verificando il fatto che variazioni ergonomiche o ginnastiche posturali hanno un'efficacia relativa; possono costituire forse un rimedio palliativo in determinate occasioni ma non rappresentano realmente una soluzione, come avrete potuto constatare.
Questo perché, fintanto che è in atto una compromissione di tipo funzionale a livello del rachide o del bacino, non si sta mai bene, né da seduti, né da in piedi, né muovendosi, né stando fermi.
Ognuno di noi certamente esprime il proprio disagio in maniera soggettiva (c'è chi sta meglio seduto e chi sta meglio in piedi) e ognuno di noi trova le proprie strategie personali per soffrire un po' meno; ma, in generale, finché non si interviene sull'assetto dinamico dello scheletro, non si giunge mai a una reale soluzione.
In questi casi pertanto è assolutamente necessaria una revisione di tipo osteopatico a tutto il sistema.
Bisogna valutare il corretto assetto dinamico del bacino, della colonna vertebrale e delle grandi articolazioni; bisogna ammorbidire ed elasticizzare il sistema fasciale e verificare il corretto funzionamento dei sistemi dinamici.
L'intervento osteopatico pertanto, lavorando in questo senso, è verosimilmente molto più efficace rispetto a posizionare un cuscino dietro la schiena o a fare qualche allungamento nella pausa caffè!

Come posso evitare i movimenti sbagliati?

01/03/2018 - Paolo, 39 anni, impiegato

Buonasera sono un impiegato di 39 anni e mi blocco continuamente con la schiena. Di solito sto abbastanza bene ma basta un movimento sbagliato a procurarmi dolori fortissimi in fondo alla schiena per due giorni. Visto che il tutto si scatena in seguito a particolari movimenti, ormai sto sempre attento a come mi muovo ma non sempre riesco a evitare queste fitte. Come posso risolvere questa situazione? Devo evitare i movimenti sbagliati a vita?

Gent. Paziente non esistono movimenti "sbagliati".
Tutti i movimenti concessi dalla normale fisiologia articolare sono assolutamente leciti e devono poter essere svolti senza problemi, compresi i movimenti apparentemente più strani.
Quando una persona ha continuamente problemi di questo tipo non significa che fa continuamente movimenti sbagliati ma significa che l'assetto dinamico della propria struttura scheletrica è completamente fuori dalla fisiologia.
Con tutta probabilità lei, nel corso degli anni, ha accumulato una serie di restrizioni di mobilità a livello della colonna vertebrale e del bacino ed è semplicemente arrivato al punto in cui non riesce più a trovare forme di compenso a queste limitazioni.
Quando il vaso è pieno basta una goccia a farlo traboccare: come dice lei, basta un semplice movimento per scatenare un problema.
In questi casi la soluzione non è "fare i movimenti giusti", ma è restituire la corretta dinamica alla colonna vertebrale e a tutto l'apparato locomotore in modo tale da tornare a essere liberi di fare qualsiasi movimento senza problemi.
Del resto in questi casi non si sta mai bene, neanche quando si è fuori dalla fase acuta.
I Pazienti in questa situazione, anche quando non fanno movimenti sbagliati, in realtà sentono che il problema è sempre lì, dietro l'angolo, pronto a scatenarsi in qualsiasi momento e vivono in uno stato di perenne rigidità e stress mentale.
Pertanto in questi casi è necessario fare una revisione completa dell'assetto dinamico di tutto il sistema osteo articolare e mio fasciale e liberare le strutture riposizionandole sui propri assi di mobilità.
Normalmente dopo interventi di questo tipo si assiste a miglioramenti notevoli della qualità del movimento e della qualità di vita di una persona, soprattutto in considerazione del fatto che le correzioni osteopatiche permangono nel tempo e vengono mantenute sul lungo periodo.

Male alla spalla... non so più cosa fare!

30/01/2018 - Riccardo, 38 anni, idraulico

Sono un idraulico di 38 anni e ho un dolore da ormai diversi mesi alla spalla destra. Finalmente mi sono deciso a fare qualcosa perché ormai il dolore è diventato insopportabile e non dormo neanche di notte. Ho fatto una serie di visite specialistiche presso un fisiatra, un ortopedico e un reumatologo. Alla fine mi è stata diagnosticata una periartrite e mi sono stati prescritti antinfiammatori, fisioterapia, onde d'urto e infiltrazioni; mi è stato anche detto che ci sarebbe la possibilità di intervenire chirurgicamente. A parte l'intervento ho fatto tutto ma il risultato è zero. Secondo lei ho ancora qualche speranza o devo operarmi?

Gent Paziente, purtroppo non ho elementi a sufficienza per formulare un parere sulla sua situazione personale.
Per quello che è possibile osservare, da un punto di vista statistico si può solo dire che i problemi della spalla hanno quasi tutti una base meccanica. Se si escludono patologie non funzionali (tumori, malattie reumatiche, gravi degenerazioni tissutali, anomalie genetiche o malattie gravi) i problemi della spalla hanno quasi sempre alla base un disallineamento di tipo dinamico.
In altri termini se le parti non sono danneggiate in maniera irreparabile, molto probabilmente si stanno muovendo male o sono soggette a tensioni interne importanti. Queste eventualità si riscontrano con estrema frequenza per quanto riguarda l'arto superiore (e non solo).
In parole più semplici le parti sono intere (o quasi) ma si muovono male, sono sogette a restrizioni di mobilità e a tensioni anomale che le mettono in difficoltà sia durante i movimenti che a riposo.
Questo tipo di problema non emerge da esami diagnostici standard, neanche da esami molto approfonditi come può essere una risonanza magnetica. Il motivo è che un'alterazione dinamica, come una tensione meccanica, non è "visibile" attraverso un'immagine ferma, anche se molto dettagliata; un difetto di mobilità non può essere percepito da una fotografia, anche se ben fatta.
In questi casi è necessario servirsi di altri strumenti di indagine, capaci di ispezionare la qualità del movimento, capaci di percepire le forze anomale che stanno perturbando una struttura. E, naturalmente, bisogna anche avere a disposizione tecniche in grado di risolvere problemi del genere.
L'Osteopatia dispone di tutto questo: di test e tecniche in grado di evidenziare e correggere alterazioni di tipo dinamico. Volendo risolvere il problema in maniera efficace, una valutazione funzionale di tipo osteopatico deve essere assolutamente effettuata nel caso di un problema alla spalla: l'esperienza dimostra che quasi tutti i problemi alla spalla sono di origine meccanica e, lavorando in questa direzione, la percentuale di successo è statisticamente altissima.
Provi a fare un tentativo! In qualche studio di Osteopatia, come anche il nostro, le consultazioni preliminari sono a COSTO ZERO e, se il problema non dovesse essere osteopatico, non perde neanche i soldi della prima seduta. Spero di avere risposto alla sua domanda e soprattutto di averle dato uno spunto di riflessione in più.

Mal di schiena e sovrappeso

21/12/2017 - Carla, 50 anni, impiegata

Buongiorno, il peso c'entra qualcosa con il mal di schiena? Io sono in sovrappeso da anni e ho sempre la schiena a pezzi; mi hanno detto che il problema è il peso ma io non non riesco a dimagrire. Secondo lei ho speranze? Grazie.

Gent. Paziente, certamente un eccesso ponderale non favorisce mai la salute, tutti conosciamo i fattori di rischio legati al peso eccessivo e, al di là di questo, essere appesantiti dà comunque un senso di fastidio, disagio fisico.
Detto questo tuttavia siamo però costretti a constatare che il mal di schiena colpisce ahimé anche persone magre o comunque non eccessivamente appesantite, anzi la maggior parte delle consultazioni arriva proprio da persone assolutamente nei parametri da un punto di vista ponderale.
Alla luce di questa banale constatazione, quindi, l'eccesso di peso non sembrerebbe una causa determinante per lo scatenamento di problemi alla colonna lombare; certo, il peso non aiuta mai, ma l'esperienza dimostra che una dieta dimagrante, per quanto necessaria, non è sufficiente a risolvere un mal di schiena.
Per quanto è possibile osservare, le cause del mal di schiena sono quasi sempre di origine meccanica, derivano da adattamenti dinamici non fisiologici dello scheletro.
Certamente un eccesso ponderale può in qualche modo aggravare una situazione già compromessa; se ho una vertebra incastrata una situazione di sovrappeso andrà ad aggravare i sintomi: questo spiega come, in qualche caso, un dimagrimento importante possa portare benefici sintomatici.
Tuttavia, allo scopo di affrontare il problema alla radice, è necessario, in via prioritaria, riordinare l'assetto dinamico del rachide e dello scheletro attraverso un iter osteopatico o comunque un riequilibrio funzionale.
Quindi, per rispondere alla sua domanda, sì lei ha certamente speranze! Risolvere un mal di schiena non è un'impresa così impossibile! Dovrebbe però affrontare il problema per quello che è, andando alla radice: un controllo funzionale osteopatico del rachide è d'obbligo in questi casi.
Per quanto riguarda il peso possiamo solo concludere che il parametro ponderale deve essere certamente tenuto sotto controllo ma che, altrettanto certamente, non è causa primaria dei disagi del rachide, al limite concausa.

Potete trovare domande e curiosità sull'Osteopatia alle sezioni FAQ, chiedilo all'Osteopata o perché l'Osteopatia.

Altrimenti potete inviare le vostre domande alla nostra redazione all'indirizzo info@paolosaccardi.it